Tema 03 — Concentrazione della proprietà immobiliare

Un limite alla concentrazione di beni immobili: patrimoniale progressiva ed esproprio indennizzato oltre soglia

In una frase: una maggiorazione sulle case tenute vuote o affittate ai turisti per brevi periodi, che non si paga se la casa è affittata a lungo termine a canone calmierato; e, sopra una soglia molto alta — circa 100 appartamenti equivalenti — un tetto alla concentrazione, con esproprio indennizzato. Non riguarda chi ha una seconda casa.

Il problema
"La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti." — Costituzione della Repubblica Italiana, art. 42, secondo comma (in vigore dal 1° gennaio 1948)

La casa come asset finanziario, non solo come bene abitativo

Il costo delle abitazioni in Italia, come in gran parte d'Europa, è cresciuto più velocemente dei salari: secondo uno studio della Fondazione Ifel ripreso dal Sole 24 Ore, tra il 2018 e il 2024 i canoni di locazione sono cresciuti in media del 22,6%, e oltre 1,5 milioni di famiglie italiane destinano più del 40% del reddito netto alle spese abitative. Una parte di questa dinamica è legata a un fenomeno raramente affrontato nel dibattito pubblico: la concentrazione di un numero crescente di immobili nelle mani di pochi soggetti — individui, fondi, società immobiliari — che trattano la casa come strumento finanziario piuttosto che come bene abitativo. Il dibattito politico italiano si concentra quasi sempre sulla leva fiscale generale (patrimoniale, IMU) o sull'offerta (permessi edilizi, PNRR): manca quasi del tutto una discussione su un terzo strumento, il limite diretto alla quantità di patrimonio immobiliare accumulabile da un singolo soggetto. Il costo della casa pesa anche su un altro fronte documentato in questo sito: è tra i fattori con effetto negativo più solido sulla natalità (vedi tema 04 — Politiche per le famiglie).

+22,6%canoni di locazione, 2018-2024
1,5 mlnfamiglie che spendono oltre il 40% del reddito netto in affitto
Fondazione Ifel, ripreso da Il Sole 24 Ore
Cosa non sappiamo ancoraNon esistono, a oggi, dati pubblici italiani che quantifichino con precisione quante persone fisiche possiedano un numero molto elevato di immobili (es. sopra le 100 unità): i Conti distributivi di Banca d'Italia sono basati su un campione che per costruzione non cattura bene la coda estrema della distribuzione. Lo diciamo esplicitamente invece di stimarlo a caso.
La proposta
Condizione abilitantePerché una soglia patrimoniale sia applicabile e non aggirabile servono due infrastrutture comuni a tutte le proposte fiscali di questo sito: l'anagrafe della ricchezza, che mette in comunicazione dati finanziari, catastali e societari oggi tenuti in archivi separati, e il calcolo per trasparenza sui patrimoni detenuti attraverso società. Senza queste due, qualunque soglia resta più facile da eludere che da far rispettare.

Due strumenti: uno sull'uso delle case, uno sul loro numero

Primo strumento — una maggiorazione sulle case tenute fuori dal mercato. Non tassiamo la proprietà: tassiamo le case che restano vuote, o che vengono affittate solo per brevi periodi ai turisti. Chi affitta a lungo termine a canone concordato non paga la maggiorazione — paga le imposte ordinarie come chiunque altro, ma niente in più. Due precisazioni che contano. L'importo è uguale per ogni casa tenuta fuori dal mercato: non cresce con il patrimonio, perché non è una tassa sulla ricchezza. E non riguarda chi ha una casa in più: scatta solo da un certo numero di immobili in su. Una domanda pratica: come si sa quali case sono affittate solo ai turisti? Il dato esiste già. Il regolamento europeo sulla raccolta e condivisione dei dati delle locazioni brevi, applicabile dal 20 maggio 2026, impone a chi affitta un numero di registrazione e alle piattaforme di trasmettere i dati alle autorità; in Italia quel numero è il CIN, obbligatorio dal 1° gennaio 2025. Non serve un archivio nuovo: serve collegare al catasto quello che già c'è.

Il motivo di questa forma è semplice. Una tassa proporzionale al patrimonio, pagata da chi affitta, prima o poi finisce sull'inquilino. Questa no, o molto meno: chi vuole evitarla ha una strada che gli costa meno di un aumento dell'affitto, ed è affittare a canone concordato. E siccome l'importo è fisso per ogni casa, non aumenta man mano che il proprietario diventa grande: non c'è un costo crescente da scaricare su nessuno.

Come fanno gli altri paesi. Il 9 settembre 2026 la Commissione europea ha proposto di dare alle autorità locali una base giuridica per limitare gli affitti brevi: licenze, tetti al loro numero, un massimo di notti l'anno. È la leva amministrativa, e blocca l'uso turistico. La nostra è fiscale, e copre un caso in più: la casa che resta semplicemente vuota, che un tetto alle licenze non tocca.

Secondo strumento — il tetto, con esproprio indennizzato. Superata una soglia molto alta — circa 100 appartamenti equivalenti — la quota eccedente non viene più solo tassata: viene trasferita a un ente pubblico mediante esproprio, con un indennizzo calcolato non sul valore di mercato pieno ma su un canone equo capitalizzato. Non è una confisca: la confisca è una sanzione e non prevede alcun indennizzo, mentre l'espropriazione per motivi d'interesse generale, nei casi previsti dalla legge e salvo indennizzo, è l'istituto che l'articolo 42, terzo comma, della Costituzione disciplina espressamente — lo stesso con cui si realizzano strade, scuole e piani di edilizia pubblica. La discussione seria non è se lo Stato possa espropriare, ma quanto debba indennizzare.

I due strumenti agiscono su piani diversi e si sommano: il primo rende costoso tenere le case vuote o riservate ai turisti, il secondo pone un tetto assoluto oltre il quale la proprietà privata cede il passo a un interesse pubblico prevalente. Va detto anche cosa non facciamo: non aggiungiamo una seconda imposta sul patrimonio immobiliare, perché le grandi ricchezze sono già raggiunte dalla patrimoniale del tema 01. Qui non tassiamo di più: poniamo un limite, e rendiamo costoso tenere le case vuote.

Trasparenza proprietaria obbligatoria. Il calcolo avviene per trasparenza proporzionale (look-through): chi possiede il 5% di una società che detiene 2.000 appartamenti viene considerato titolare di 100 appartamenti, a prescindere da quanti livelli societari separino la persona fisica dal bene. Le società con sede in giurisdizioni opache sarebbero obbligate a dichiarare i beneficiari effettivi, pena l'impossibilità di acquistare, vendere o ipotecare l'immobile in Italia. Perché il look-through funzioni servono catasto e registri societari collegati tra loro: è la stessa infrastruttura descritta come anagrafe della ricchezza nel tema sulle rendite finanziarie, dove ne dichiariamo anche il costo in termini di privacy.

La fonte / i precedenti
Verificata Referendum "Deutsche Wohnen & Co enteignen" — Berlino, settembre 2021

Approvato dal 57,6% dei votanti (42,3% degli aventi diritto, dato ufficiale della Landesabstimmungsleiterin): esproprio delle società immobiliari con oltre 3.000 unità in città, con indennizzo su canone equo anziché valore di mercato, in base all'art. 15 della Costituzione tedesca. Una commissione di esperti ne ha confermato la legalità nel 2023; l'attuazione resta però bloccata a livello politico. È la prova che una misura di rottura come questa non è un'astrazione accademica: un elettorato l'ha già scelta democraticamente.

57,6%voti favorevoli
42,3%affluenza sugli aventi diritto
Risultati ufficiali, Landesabstimmungsleiterin, referendum del settembre 2021
→ berlin.de — risultati ufficiali del referendum e rapporto statistico
Verificata Thomas Piketty — "Capitale e ideologia" (Seuil, 2019; ed. inglese Harvard University Press, 2020)

Propone una "riforma agraria permanente" estesa a tutto il capitale: una tassa patrimoniale non emergenziale ma permanente, pensata per rimettere costantemente in circolazione la ricchezza accumulata. Piketty stesso definisce la proposta ambiziosa, da tentare prima a livello locale.

→ hup.harvard.edu — scheda dell'editore (con estratto in PDF) → piketty.pse.ens.fr — pagina dell'autore, con materiali e grafici del libro
Verificata Register of Overseas Entities — Economic Crime (Transparency and Enforcement) Act 2022, Regno Unito

Obbliga le entità estere proprietarie di immobili nel Regno Unito a dichiarare i beneficiari effettivi "guardando attraverso" la struttura societaria (soglia: 25% dei diritti di voto). Il Land Registry blocca ogni transazione fino a registrazione completata.

→ gov.uk — Register of Overseas Entities (raccolta ufficiale Companies House)
Verificata Canada — Prohibition on the Purchase of Residential Property by Non-Canadians Act (2022)

Modelli diversi ma tutti basati sulla nazionalità del compratore, non sulla concentrazione: divieto penale in Canada (in vigore dal 1° gennaio 2023), autorizzazione discrezionale in Danimarca, tassa fino al 100% del valore proposta in Spagna (gennaio 2025). Nessuno dei tre pone un limite quantitativo per soggetto. Il bollo vale per il solo testo di legge canadese: le misure danese e spagnola sono qui riferimenti di contesto, non ancora ricondotti a una fonte primaria linkata.

→ laws-lois.justice.gc.ca — testo consolidato della legge canadese
Cosa ci farebbe cambiare ideaCambieremmo idea se la Corte costituzionale escludesse questo intervento dai limiti che l'art. 42 consente alla proprietà privata — non se restasse solo politicamente inattuato, come a Berlino.
Obiezioni
In Italia l'esproprio per questo motivo non sarebbe costituzionalmente possibile
RispostaLa base costituzionale c'è, ed è l'articolo 42, terzo comma: la proprietà privata può essere espropriata per motivi d'interesse generale, nei casi previsti dalla legge e salvo indennizzo. È l'istituto ordinario con cui si realizzano strade, scuole e piani di edilizia pubblica, non una misura eccezionale, e non richiede alcuna riforma costituzionale. La difficoltà vera è un'altra, ed è l'indennizzo. La Corte costituzionale ha stabilito che non deve corrispondere al valore di mercato, ma deve costituire un «serio ristoro» e mantenere un ragionevole legame con il valore del bene (sentenza 348/2007). Noi indennizziamo sul canone equo capitalizzato: se quel valore risultasse troppo distante da quello venale, la misura sarebbe incostituzionale non nel principio ma nella misura. È lì che va tarata, e serve una legge che definisca l'interesse generale in modo puntuale, non una formula generica.
Chi supera la soglia frammenterà la proprietà per eluderla (intestazioni fittizie, società-schermo)
RispostaÈ il motivo per cui la proposta include la trasparenza look-through fino al 5% e l'obbligo di dichiarazione dei beneficiari effettivi anche per trust e società estere opache, sul modello già operativo nel Regno Unito dal 2022 — con sanzioni che vanno dal blocco delle transazioni a multe e reclusione.
Anche un mandato popolare chiaro può restare inattuato, come mostra Berlino
RispostaVerissimo, ed è il limite più concreto della proposta: a quasi cinque anni dal referendum berlinese (settembre 2021), nessuna nazionalizzazione è avvenuta, per inerzia politica più che per ostacoli tecnici. Una proposta italiana dovrebbe quindi prevedere tempi di attuazione vincolanti, non solo l'approvazione del principio.
Il proprietario scaricherà il prelievo sull'inquilino, alzando l'affitto
RispostaÈ l'obiezione classica a qualunque imposta sugli immobili da reddito, e su una patrimoniale ordinaria sarebbe fondata. Qui però la maggiorazione non colpisce il possesso ma l'uso, e ha una via d'uscita che costa meno di un aumento dell'affitto: affittare a lungo termine a canone concordato, dove il canone è calmierato per definizione. Conta anche che l'importo sia fisso per ogni casa e non cresca con la dimensione del proprietario: non si accumula un costo crescente da girare a qualcuno. Chi sceglie di restare fuori paga, ma non può alzare il canone oltre quello che il mercato già sopporta, perché quel livello non dipende dalla maggiorazione. Detto questo, non pretendiamo che l'effetto sia nullo: dove la domanda eccede stabilmente l'offerta, come in alcune grandi città, una parte di traslazione resta possibile. È la ragione per cui la maggiorazione da sola non basta e viene accompagnata dal tetto.
Una tassa sulle case sfitte finisce per colpire il piccolo proprietario
RispostaNon se è costruito così. La maggiorazione scatta solo da un certo numero di immobili in su: chi ha la casa dei genitori o una seconda casa al mare non rientra. Il bersaglio è la concentrazione che sottrae case a chi in città ci deve vivere, non il patrimonio familiare. Va però riconosciuto un caso limite che esiste: l'immobile sfitto perché inagibile o bloccato da una successione contestata, situazioni in cui il proprietario non ha una scelta reale. Una norma seria deve prevedere l'esclusione per queste fattispecie, altrimenti punisce chi non può fare altrimenti.
Impatto stimato
Chi ci perde
Grandi concentrazioni immobiliari sopra soglia
Il numero esatto di soggetti coinvolti in Italia non è ricavabile dai dati pubblici disponibili (vedi nota nel blocco "Il problema"). A differenza di una patrimoniale generalizzata, qui l'assenza di questo dato non è un ostacolo alla proposta: la soglia stessa (circa 100 appartamenti equivalenti) definisce per costruzione una platea ristrettissima, quale che sia il numero esatto. Colpiti soprattutto grandi fondi e proprietari con centinaia di unità, non il piccolo-medio risparmiatore con 5-6 case.
bilancio
Chi ci guadagna
Affittuari e accesso alla prima casa
Effetto atteso sui prezzi: maggiore offerta abitativa e minore pressione speculativa. Non esiste oggi una stima verificata dell'entità dell'effetto per il mercato italiano (dati Istat/OMI da integrare): lo diciamo esplicitamente invece di inventare una cifra.

In sintesi: non proponiamo un'espropriazione generalizzata né un tetto arbitrario alla proprietà privata dei singoli cittadini. Proponiamo due cose. Che tenere case vuote o fuori dal mercato residenziale costi, con una maggiorazione che non si paga se la casa è affittata a lungo termine a canone concordato. E che, superata una soglia molto alta e chiaramente definita — equivalente a circa 100 appartamenti standard — la parte eccedente sia trasferita all'interesse pubblico, con un indennizzo equo e trasparenza proprietaria totale. È una proposta di rottura rispetto allo status quo italiano, ma non priva di precedenti: unisce la leva fiscale già proposta in Italia (Piketty), la leva della trasparenza già operativa nel Regno Unito, e la leva dell'esproprio indennizzato già votata democraticamente a Berlino.

Glossario minimo: "look-through", "canone concordato", "canone equo capitalizzato"
DefinizioniCanone concordato: il canone di locazione fissato entro i limiti stabiliti dagli accordi territoriali tra organizzazioni di proprietari e inquilini, più basso di quello di libero mercato e accompagnato da agevolazioni fiscali. È il regime introdotto dalla riforma delle locazioni del 1998, da non confondere con l'"equo canone" della legge del 1978, che era una tariffa amministrata e non esiste più. Look-through (trasparenza proporzionale): si "guarda attraverso" le società per attribuire gli immobili alle persone fisiche che le controllano, in proporzione alla quota posseduta, a prescindere dai livelli societari intermedi. Canone equo capitalizzato: indennizzo calcolato non sul valore di mercato pieno dell'immobile, ma sul valore attuale dei canoni di affitto "equi" che genererebbe nel tempo.

Temi correlati: 01 — Patrimoniale sopra i 50 milioni · 04 — Politiche per le famiglie e la natalità · 08 — Città, caldo e qualità della vita

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Giorgio Ascolta

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