In una frase: meno tasse sui guadagni finanziari per la larga maggioranza dei risparmiatori (dal 26% al 20%), di più solo sulla parte di patrimonio che supera i 5 milioni di euro.
Le rendite finanziarie in Italia sono tassate al 26%, con un'unica eccezione: i titoli di Stato italiani ed esteri whitelist restano al 12,5%. Questa distinzione riguarda però solo il tipo di titolo, non chi lo possiede: chi realizza una plusvalenza da un fondo azionario o incassa un dividendo paga il 26% sia che l'investimento valga 2.000 euro sia che faccia parte di un portafoglio da 50 milioni.
I Conti distributivi di Banca d'Italia mostrano che il 10% delle famiglie più ricche detiene il 60,6% della ricchezza netta totale, e che la composizione del patrimonio è molto eterogenea: le famiglie più povere lo tengono soprattutto in casa e depositi, quelle più ricche lo diversificano maggiormente, anche in strumenti finanziari. Questo significa che i guadagni da dividendi e capital gain, pur tassati con la stessa aliquota per tutti, si concentrano in misura sproporzionata nella parte più alta della distribuzione.
Il confronto europeo conferma che l'Italia non è un caso isolato nell'uso di un'aliquota unica: Germania (25% + solidarietà, ~26,4%) e Francia (flat tax al 30%) applicano anch'esse un'aliquota fissa sulle rendite finanziarie, indipendente dal reddito o dal patrimonio (salvo opzione per la tassazione IRPEF ordinaria, se più conveniente per chi ha redditi bassi). La Spagna invece usa una scala progressiva dal 19% al 30% legata all'importo annuo del reddito da capitale, non al patrimonio complessivo. Un vero precedente di aliquota legata al valore del patrimonio detenuto esiste nei Paesi Bassi, dove l'imposta si applica a un rendimento presunto che cresce con il valore totale degli asset posseduti. Un'aliquota italiana esplicitamente differenziata per fasce di patrimonio finanziario non ha oggi equivalenti diretti tra i principali Paesi UE.
I titoli di Stato restano invariati al 12,5%, per tutti, indipendentemente dal patrimonio detenuto: non tocchiamo il costo di finanziamento del debito pubblico. La differenziazione per patrimonio riguarda solo dividendi e capital gain su azioni, ETF, fondi comuni e obbligazioni societarie.
Per chi ha un patrimonio finanziario investito in questi strumenti sotto i 5 milioni di euro, l'aliquota scende dal 26% al 20% (o anche meno, da definire in sede tecnica): un beneficio diretto per la larghissima maggioranza dei risparmiatori italiani. Per la parte di patrimonio che eccede i 5 milioni, l'aliquota sale in una forbice tra il 30% e il 35% — un intervallo aperto, non un numero secco, perché non esiste oggi una stima pubblica che indichi un valore preciso come ottimale.
Il meccanismo è a "top-up" sulla sola eccedenza, sullo stesso modello già proposto per la patrimoniale sopra i 50 milioni: chi ha un patrimonio finanziario di 5,5 milioni paga il 20% sui primi 5 milioni e il 30-35% solo sui 500.000 euro che superano la soglia, non sull'intero portafoglio. Evita l'effetto "scalino" per chi si trova appena sopra il limite.
Un nodo tecnico da affrontare apertamente: la soglia richiede di conoscere il patrimonio finanziario complessivo di ciascun contribuente, aggregato tra tutti gli intermediari presso cui detiene conti e titoli — non solo il singolo conto su cui matura il guadagno. È un'informazione che oggi l'Agenzia delle Entrate può già in parte ricostruire tramite l'Archivio dei rapporti finanziari (usato per i controlli fiscali), ma che andrebbe estesa e resa sistematica per questo scopo specifico.
In sintesi: non proponiamo di eliminare la tassazione agevolata dei titoli di Stato, né un'aliquota unica più alta per tutti. Proponiamo di aggiungere una seconda dimensione — il patrimonio finanziario complessivo — a quella già esistente per tipo di titolo, abbassando il prelievo per chi risparmia poco e alzandolo solo sulla parte di patrimonio che eccede una soglia molto alta (5 milioni di euro). Restano nodi tecnici reali, a partire dall'aggregazione dei dati patrimoniali tra intermediari: li trattiamo come tali, non li nascondiamo.
Temi correlati: 01 — Patrimoniale sopra i 50 milioni · 03 — Limite alla concentrazione immobiliare
Un'obiezione a questa proposta specifica? Un dato migliore? Scrivilo qui.
Il modulo apre un Google Form in una nuova scheda: le risposte arrivano come notifica sulla Gmail di Giorgio, senza servizi esterni.