21/09/2026
Rassegna Italiana — Prima Pagina, Rai Radio 3
Bollette e carburanti: l'inflazione da energia arriva sulla spesa
Il prezzo unico nazionale dell'elettricità è salito del 73% in un anno. La lattuga costa il 106% in più rispetto a settembre 2025.
Sandro Barbera, sulla Stampa, mette in fila i numeri di una crisi energetica che si aggrava di mese in mese. Il prezzo unico nazionale dell'elettricità è aumentato del 73% a settembre rispetto a un anno fa, e la crescita sale al 270% se il confronto si fa con il febbraio 2022, l'inizio della crisi seguita all'invasione dell'Ucraina. Diesel e benzina restano stabilmente sopra i due euro al litro, e l'aumento dei costi di trasporto si sta scaricando sull'intera catena dei prezzi alimentari: secondo i dati Ismea, nella prima settimana di settembre la lattuga costava in media 1,73 euro al chilo, l'11% in più rispetto alla settimana precedente e il 106% in più rispetto a un anno fa. Barbera osserva che il rialzo del petrolio sta alimentando una spirale inflazionistica che fino a pochi mesi fa sembrava improbabile. A pagarne il conto sono soprattutto le famiglie a reddito fisso, per le quali fare la spesa, spostarsi in auto e pagare le bollette diventa possibile solo tagliando altre voci.
La mappa dell'indebitamento: venti stipendi per ripagare il mutuo
È la media nazionale calcolata dal Sole 24 Ore. A Trento e Rimini si superano le trenta mensilità di reddito; molto meno in Calabria e nel Frusinate.
Il Sole 24 Ore dedica l'apertura non alla politica ma all'economia reale, con un'inchiesta sulla mappa dell'indebitamento delle famiglie italiane. Il quotidiano calcola quante mensilità di stipendio servano in media per ripagare i mutui contratti nelle diverse province: la media nazionale è di circa venti stipendi, ma con differenze territoriali molto marcate. In testa per peso dei finanziamenti si collocano Trento e Rimini, dove il debito supera le trenta mensilità di reddito, mentre all'estremo opposto si trovano la punta della Calabria e la provincia di Frosinone. Il dato fotografa un'Italia a due velocità, in cui il costo della casa e il livello dei redditi non crescono di pari passo, e restituisce l'immagine di un mercato del credito irrigidito da anni di tassi più alti, che rende più oneroso l'accesso alla proprietà proprio dove la pressione immobiliare è maggiore. È la domanda da cui parte il
tema 03, vista da un'angolazione che la pagina non usa: lì si guarda a chi accumula immobili, qui a quanto costa comprarne uno solo. Le due cose si tengono, perché sono i prezzi a fare da cerniera — e una misura in mensilità di stipendio dice quel costo meglio di qualunque cifra in euro, perché contiene già il reddito di chi deve pagarlo.
Scuola: tetto del 30% agli studenti stranieri, e i numeri che ridimensionano l'allarme
Gli studenti con cittadinanza non italiana sono l'11,6% del totale e due terzi sono nati in Italia. Il tetto esiste già da una circolare del 2010, rimasta inapplicata.
Il governo annuncia un decreto, atteso in Consiglio dei ministri in settimana, che introdurrebbe un tetto massimo del 30% di studenti stranieri per classe e il divieto di indossare burqa e niqab negli istituti scolastici. Come ricostruisce Giovanna Fragonara sul Corriere della Sera, il tetto del 30% era già stato introdotto da una circolare del 2010, quando ministra dell'Istruzione era Maria Stella Gelmini, ma è rimasto per lo più inapplicato. I numeri ridimensionano l'allarme: gli studenti con cittadinanza non italiana sono l'11,6% del totale nell'anno scolastico 2024-25 e due terzi di loro sono nati in Italia. Il fenomeno è concentrato in alcune aree del Nord, con punte superiori al 90% in singole classi tra Mestre, Milano e Pioltello, mentre nel Mezzogiorno la presenza resta marginale. Il ministro Valditara ha precisato che lo smistamento avverrà tra istituti vicini, per evitare profili di incostituzionalità legati al diritto allo studio; le opposizioni, riprese da Tommaso Ciriaco sul Messaggero, parlano di operazione propagandistica. Questi numeri dicono due cose che il
tema 05 tiene insieme e che il dibattito di solito separa. La prima è che il problema nazionale non esiste: l'11,6% non è una soglia critica da nessuna parte. La seconda è che il problema locale esiste eccome, ed è quello che la pagina chiama il limite di accoglienza e integrazione — una classe al 90% non è una statistica sull'immigrazione, è una segregazione che si forma in un quartiere alla volta. Un tetto che sposta i bambini tra istituti vicini agisce sul sintomo; la domanda che resta aperta è perché in quei quartieri le famiglie italiane iscrivano i figli altrove.
Concordato preventivo biennale: sette professionisti su dieci pronti a rinnovare
L'interesse si concentra nella fascia di reddito fino a 25.000 euro, più tiepido tra chi dichiara di più.
Sempre il Sole 24 Ore riporta i risultati di uno studio su un campione di professionisti e partite IVA riguardo al rinnovo del concordato preventivo biennale, lo strumento che consente di concordare in anticipo con il Fisco il reddito imponibile per un biennio. Sette professionisti su dieci si dicono interessati a rinnovare l'adesione, ma la platea più consistente si concentra nella fascia di reddito fino a 25.000 euro, segno che lo strumento resta percepito come vantaggioso soprattutto per i redditi più bassi, mentre l'adesione è più tiepida tra chi ha volumi più alti. Il tema si inserisce nel dibattito sulla certezza del prelievo, sia per lo Stato sia per i contribuenti, in vista della prossima legge di bilancio. Vale però la pena affiancarlo a quello che documenta il
tema 06: il lavoro dipendente non ha nulla di simile: non concorda niente, non sceglie, e la sua base imponibile è nota al Fisco prima ancora che lo stipendio arrivi in banca. Non è un argomento contro il concordato, che risponde a un problema reale di accertamento; è la ragione per cui la pagina parla di iniquità orizzontale — a parità di reddito, il trattamento dipende da come quel reddito è prodotto.
Droni e intelligenza artificiale: chi risponde di un bersaglio sbagliato?
Il Dataroom del Corriere sul vuoto normativo internazionale: il produttore del software, il comando che lo ha impiegato, o lo Stato che lo ha acquistato?
Il Corriere della Sera, con un'inchiesta del Dataroom firmata da Milena Gabanelli e Marta Serafini, affronta il tema della responsabilità giuridica quando un sistema d'arma guidato dall'intelligenza artificiale commette un errore, per esempio colpendo un bersaglio sbagliato. L'inchiesta ricostruisce casi di droni a guida autonoma o semi-autonoma coinvolti in errori di targeting e si interroga su chi debba risponderne: il produttore del software, il comando militare che lo ha impiegato o lo Stato che lo ha acquistato. È una questione destinata a diventare centrale mano a mano che gli eserciti, compresi quelli europei, aumentano l'uso di sistemi robotici sul campo, in un vuoto normativo internazionale che finora non ha prodotto regole condivise di attribuzione della responsabilità.
Social e minori: la proposta europea e il dubbio sull'applicabilità
Mingardi sul Foglio invita a chiedersi se la misura funzioni davvero, visti i risultati limitati ottenuti finora da chi ha provato strade simili.
Prosegue il dibattito sulla proposta della Commissione europea che vieta l'apertura di un account social sotto i 13 anni e prevede account limitati e sorvegliati fino ai 15. Sul Foglio Alberto Mingardi invita a valutare con attenzione se si tratti di una misura efficace o di un annuncio più utile sul piano comunicativo che su quello pratico, alla luce di quanto già sperimentato in altri Paesi europei che hanno tentato strade simili con risultati finora limitati sul piano dell'applicazione concreta. L'obiezione riguarda soprattutto la verifica dell'età, che la proposta lascia alle piattaforme senza indicare un meccanismo. Il dibattito si inserisce nel filone più ampio, alimentato dalla cronaca di questi giorni, sul ruolo della rete nella radicalizzazione di adolescenti e minori.
Germania: terza sconfitta consecutiva per la CDU, Merz parla di "disastro"
L'AfD intorno al 38% in Meclemburgo-Pomerania; a Berlino si impone per la prima volta Die Linke, con un programma imperniato sul tetto agli affitti.
Le elezioni regionali in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e il voto per il parlamento cittadino di Berlino confermano la crisi del cancelliere Friedrich Merz. Come scrive Tonia Mastrobuoni su Repubblica, la CDU subisce la terza sconfitta consecutiva dopo la Sassonia-Anhalt di due settimane fa: in Meclemburgo-Pomerania vince ancora l'AfD, intorno al 38%, mentre a Berlino si impone a sorpresa Die Linke, guidata da Elif Eralp, avvocata di origini turche il cui programma è imperniato sul tetto agli affitti e sull'esproprio dei grandi gruppi immobiliari come Vonovia. Merz ha parlato apertamente di "disastro" ma ha escluso le dimissioni, rivendicando la necessità di portare avanti le riforme su pensioni, lavoro e fisco; alcuni esponenti della CDU berlinese chiedono di dargli tempo. Paolo Valentino, sul Corriere della Sera, osserva che il partito del cancelliere continua a perdere consensi senza sapere più a chi rivolgersi, in una crisi di leadership, programma e consenso che rischia di travolgere l'ultimo grande partito popolare tedesco; i commentatori citati dalla BBC aggiungono un punto che ricorre in tutta Europa: la svolta a destra impressa da Merz sull'immigrazione non ha intaccato il consenso dell'AfD, e ha alienato l'elettorato più moderato.
Russia: la Duma senza sorprese, con duecento reduci dal fronte
Russia Unita intorno al 50%, come nel 2021. Il leader del partito pacifista Yabloko è stato condannato a undici anni per una copertina satirica.
Le elezioni per il rinnovo della Duma si sono chiuse con un risultato scontato: Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, ottiene tra il 49 e il 53% dei consensi, un dato quasi identico a quello del 2021. Marco Imarisio, sul Corriere della Sera, ricostruisce un voto in cui gli oppositori più scomodi sono stati progressivamente neutralizzati: il partito liberale Yabloko, contrario alla guerra, è stato di fatto escluso dalla competizione, e il suo leader Lev Shlosberg è stato condannato a undici anni di carcere per aver condiviso sui social una copertina satirica su Putin. Più che un voto, osserva Imarisio, si tratta di un'esibizione di potere: tra i candidati compaiono almeno duecento reduci dal fronte ucraino, presentati come la nuova classe dirigente, e si è votato per la prima volta anche nei territori ucraini occupati e annessi dopo il 2022. Il filo che tiene insieme il quadro è la centralità della guerra come fonte di legittimità di un potere arrivato al ventiseiesimo anno.
Conte propone la "tabula rasa" e una piattaforma in venti punti
Salario minimo, riduzione dell'orario, tassazione degli extraprofitti, piano per la casa. Il punto più divisivo resta lo stop all'invio di armi a Kiev.
Al termine dell'assemblea del Movimento 5 Stelle a Milano, Giuseppe Conte lancia la sua proposta più ambiziosa: cancellare l'impianto delle riforme del governo, a partire da quella della giustizia, e costruire un'alleanza progressista su una piattaforma di venti punti approvati con percentuali plebiscitarie dagli iscritti, anche se con un'affluenza in calo rispetto a due anni fa. Tra i punti principali, ripresi da Matteo Pucciarelli su Repubblica: salario minimo, riduzione dell'orario di lavoro, tassazione degli extraprofitti di banche, energia, assicurazioni e big tech, più risorse per sanità e scuola, un piano nazionale per la casa con recupero dell'edilizia pubblica ed espropri agevolati, l'introduzione dell'educazione sessuo-affettiva a scuola, l'aumento delle rinnovabili e il no al riarmo europeo e all'obiettivo NATO del 5% del PIL per la difesa. Il punto più divisivo resta l'Ucraina: il documento chiede lo stop all'invio di armi a Kiev, posizione distante da quella del Partito Democratico, che pure guarda con interesse alla costruzione di un'alleanza alternativa al centrodestra.
Rassegna Estera — BBC News
Il Canada invita il Regno Unito nella nuova alleanza economica con l'Unione
Dopo l'apertura di von der Leyen sullo status di "membro associato", Ottawa allarga l'invito a Londra. "A un certo punto bisogna dire basta", dice il ministro Champagne sui dazi.
Il ministro delle Finanze canadese, François-Philippe Champagne, ha detto alla BBC che il Regno Unito dovrebbe unirsi alla nuova alleanza economica tra Canada e Unione europea, dopo che Ursula von der Leyen ha proposto di aprire al Canada uno status di "membro associato", un passo senza precedenti per Bruxelles. La proposta arriva mentre Ottawa resta in una guerra commerciale con gli Stati Uniti: un accordo raggiunto in precedenza con Washington è saltato ad agosto e le due parti si sono scambiate dazi reciproci. Champagne ha rivendicato la scelta di reagire, sostenendo che "a un certo punto bisogna dire basta", e ha indicato nella diversificazione dei rapporti commerciali un'opportunità per il Paese, forte anche di una posizione fiscale solida. Per Londra l'iniziativa apre interrogativi delicati sul proprio posizionamento post-Brexit rispetto sia all'Unione sia agli Stati Uniti, in un momento in cui la linea della Casa Bianca su dossier come le Falkland e l'Irlanda del Nord si è fatta più imprevedibile.
Inghilterra: i presidi chiedono di sospendere le ispezioni scolastiche
Il nuovo sistema era nato dopo il suicidio di una preside la cui scuola era stata declassata. Secondo il sindacato la pressione è aumentata invece di diminuire.
Il principale sindacato dei presidi inglesi, la National Association of Head Teachers, chiede la sospensione del nuovo sistema di ispezione delle scuole introdotto da Ofsted un anno fa, sostenendo che rappresenti un rischio per la salute del personale scolastico. Il sistema attuale, una "report card" con giudizi su più aree, era stato introdotto dopo la morte della preside Ruth Perry, che nel 2023 si è tolta la vita dopo che la sua scuola era stata declassata da "eccellente" a "inadeguata": un'inchiesta aveva stabilito che l'ispezione aveva contribuito alla sua morte. Secondo le testimonianze raccolte dal sindacato, però, il nuovo modello avrebbe reso la pressione sui presidi persino più alta di prima, con effetti su ansia, pressione sanguigna e sonno, e con insegnanti che rinunciano a intraprendere la carriera dirigenziale. Ofsted difende il sistema, dicendo di aver lavorato a stretto contatto con i sindacati per riformarlo, mentre il sindacato propone di sostituire i giudizi graduati con relazioni narrative, sul modello già adottato in Galles e Irlanda del Nord.
Salute mentale dei giovani: "non è una generazione di fragili"
Una revisione indipendente conclude che il peggioramento è reale e non solo diagnostico: un giovane su quattro tra i 16 e i 24 anni ha difficoltà significative.
Una revisione indipendente commissionata dal governo britannico su salute mentale, ADHD e autismo, guidata dallo psicologo clinico Peter Fonagy, conclude che l'aumento del disagio psichico tra i giovani è reale e non riconducibile soltanto a una maggiore sensibilità diagnostica. Circa un giovane su quattro tra i 16 e i 24 anni sperimenterebbe oggi difficoltà significative, un dato che secondo Fonagy riflette condizioni oggettivamente più difficili rispetto al passato: incertezza economica e occupazionale, pressione dei social media, effetti prolungati della pandemia su infanzia e adolescenza. Il peggioramento è particolarmente marcato tra le ragazze a partire dai dodici anni, legato anche alle aspettative sociali e alla pressione di genere. Lo studio, che sarà pubblicato in settimana, alimenterà le scelte del governo su servizi sanitari, sostegno scolastico e politiche per i giovani fuori dai percorsi di istruzione e lavoro.
Inghilterra e Galles: tribunali specializzati per i reati sessuali
Aule dedicate, ingressi separati, testimonianza da remoto e un referente unico per ogni vittima. Costo della riforma, 23 milioni di sterline.
Il governo britannico annuncia l'introduzione, nei prossimi due anni, di tribunali specializzati per i processi di violenza sessuale in tutte le corti penali di Inghilterra e Galles, con aule dedicate, ingressi separati per le vittime e la possibilità di testimoniare da remoto. La riforma, del valore di circa 23 milioni di sterline, prevede anche personale formato sul trauma e un referente unico per ogni persona coinvolta. Il premier Andy Burnham ha collegato l'iniziativa alla bassa percentuale di condanne e ai tempi di attesa per arrivare a processo, denunciati pubblicamente dalla deputata laburista Charlotte Nichols, che ha atteso oltre mille giorni per il proprio. Le associazioni delle vittime hanno accolto la riforma come un passo avanti significativo, mentre l'opposizione conservatrice chiede al governo di rinunciare in parallelo ai piani di limitare il ricorso alla giuria per i reati meno gravi, giudicati incoerenti con l'obiettivo dichiarato di rafforzare la fiducia nella giustizia.
18/09/2026
Rassegna Italiana — Prima Pagina, Rai Radio 3
Bollo auto: il decreto e le coperture, prese da Italia 5G e dal cloud pubblico
Sospensione per tutto il 2027 sotto gli 80 kW, 2,3 miliardi su 7,68 di gettito. Chi ha più veicoli è esentato solo su quello con la tassa più bassa.
Il Consiglio dei ministri ha varato il decreto che sospende per un anno, fino a tutto il 2027, il pagamento del bollo su auto e motocicli sotto gli 80 kW; chi possiede più veicoli avrà l'esenzione solo su quello con la tassa più bassa. Il provvedimento cancella il 30,4% degli incassi complessivi della tassa — 2,3 miliardi su 7,68 di gettito totale — con uno sconto medio di 168 euro per le auto esentate e di 59 euro per i motocicli. Le coperture, spiegano Marco Mobili e Gianni Trovati sul Sole 24 Ore, non arrivano da nuove risorse ma dal definanziamento del piano Italia 5G e della migrazione al cloud del Polo Strategico Nazionale, più 1,7 miliardi dal PNRR: si tolgono fondi a misure infrastrutturali per finanziare uno sgravio di un anno. Critiche anche sulla logica distributiva: una famiglia con un'utilitaria e uno scooter risparmierà solo sullo scooter, mentre chi possiede due auto di valore risparmierà su quella più cara. Sul Foglio l'economista Carlo Cottarelli si dice comunque favorevole, purché gli interventi restino strutturali; l'eurodeputato Pasquale Tridico ricorda che la proposta analoga da lui avanzata per la Calabria era regionale e riservata alle famiglie con ISEE sotto i 25.000 euro.
Consumi di benzina ai massimi da quindici anni, nonostante i rincari
Il rettore della Bocconi Sironi: le democrazie sovra-rappresentano gli interessi delle generazioni presenti, perché rispondono a cicli brevi mentre le trasformazioni richiedono tempi lunghi.
Nonostante i rincari alla pompa, ad agosto le vendite di benzina hanno toccato i massimi degli ultimi quindici anni, con un nuovo balzo anche per il gasolio. Il dato si lega all'intervento di Andrea Sironi, rettore dell'Università Bocconi, che nel discorso di inaugurazione dell'anno accademico ha denunciato un'asimmetria strutturale delle democrazie: gli interessi delle generazioni presenti sono sovra-rappresentati rispetto a quelli delle generazioni future, perché la politica democratica risponde a cicli brevi mentre le grandi trasformazioni economiche e sociali richiedono tempi lunghi. Ridurre quella distanza, per Sironi, dovrebbe diventare una priorità. Il fatto che i consumi non scendano quando il prezzo sale dice però anche un'altra cosa, ed è quella di cui si occupa il
tema 08: una domanda che non reagisce al prezzo è una domanda senza alternative. Dove i servizi non sono raggiungibili a piedi e il trasporto pubblico non arriva, l'automobile non è una preferenza che si corregge con un incentivo — è l'unico modo di andare al lavoro, e il rincaro si subisce e basta.
Quotarsi in Borsa costa di più, mentre i delisting continuano
Il nuovo listino Euronext prevede commissioni che possono salire di oltre il 100%, penalizzando le società più piccole. La Cina intanto scende a 618 miliardi di Treasury, minimo dal 2008.
Il Sole 24 Ore apre sul debito pubblico americano: la Cina ha ridotto l'esposizione ai titoli di Stato statunitensi a 618 miliardi di dollari, il livello più basso dal 2008, proseguendo un disinvestimento in corso da mesi mentre i rendimenti dei Treasury restano sotto pressione. Sul fronte europeo, Milano Finanza segnala che il nuovo listino prezzi di Euronext per le quotazioni prevede commissioni legate alla capitalizzazione che possono salire di oltre il 100%, penalizzando soprattutto le società più piccole, in un momento in cui il numero delle quotate italiane si riduce per i continui delisting. In Francia il governo di minoranza guidato da Sébastien Lecornu cerca intanto di far approvare una manovra da 54 miliardi di euro per scongiurare una crisi fiscale nel 2027. Il dato su Euronext tocca la leva più fragile del
tema 07, quella sui capitali: la pagina parte dal fatto che solo il 3,9% delle imprese italiane accede al mercato dei capitali, e attribuisce il problema alla dimensione e alla struttura proprietaria. Qui compare un ostacolo di segno diverso — il costo d'ingresso che sale proprio per le società piccole — e va nella direzione opposta a quello che il tema chiede.
EU Kids Act: la proposta europea sui social per i minori
Divieto assoluto sotto i 13 anni, account limitati a un'ora al giorno tra i 13 e i 15. Niente scroll infinito, notifiche notturne e geolocalizzazione, con sanzioni fino al 6% del fatturato.
La Commissione europea ha presentato l'EU Kids Act, la proposta legislativa che regola l'uso dei social network da parte dei minori, con sanzioni fino al 6% del fatturato per le piattaforme inadempienti. Il divieto di aprire un account sarà assoluto sotto i 13 anni; tra i 13 e i 15 saranno consentiti solo account limitati, sotto il controllo dei genitori e utilizzabili per un'ora al giorno; sopra i 15 e sotto i 18 saranno possibili account autonomi. Per tutti i minori di 15 anni sarà vietato lo scroll infinito, insieme alle notifiche notturne e alla geolocalizzazione. Sul modello australiano, la Commissione non impone un meccanismo di verifica dell'età ma lo lascia alle piattaforme, avvertendo che le sanzioni saranno pesanti: chi sa targettizzare la pubblicità con precisione, è l'argomento, sa anche stimare l'età dei propri utenti. La proposta, riporta il Corriere della Sera, si estende anche alle intelligenze artificiali "compagne": i chatbot che generano interazioni emotivamente rischiose con i minori non potranno attivarsi in autonomia né comparire in cima alla lista dei contatti di un minorenne.
Medici e CPR: cosa dice la direttiva del 2022
Remuzzi ricorda che il medico è comunque tenuto a valutare la compatibilità del trattenimento con lo stato di salute. I CPR non sono strutture detentive conseguenti a una condanna.
Prosegue il caso dei medici che, secondo la Procura di Ravenna, avrebbero organizzato un sistema per impedire l'ingresso dei migranti nei Centri di permanenza per il rimpatrio, dichiarandoli sistematicamente incompatibili con il trattenimento. La Verità e il Tempo parlano di un'organizzazione che viola la legge per favorire l'irregolarità; il manifesto ricostruisce la stessa vicenda come l'azione di medici che si scambiavano informazioni e usavano modelli standard per certificare l'incompatibilità dove ne ravvisavano le condizioni. Intervistato dal manifesto, l'immunologo Guido Remuzzi, dell'Istituto Mario Negri, ricorda che una direttiva ministeriale del 2022 impone comunque al medico di valutare, dopo una visita approfondita, la compatibilità della permanenza in un CPR con lo stato di salute della persona: patologie infettive, disturbi psichici, necessità di terapie continuative. Un elemento utile a inquadrare la vicenda, e spesso assente dal dibattito: i CPR non sono strutture detentive conseguenti a una condanna, ma centri in cui una persona è trattenuta in attesa dell'espulsione.
Antisemitismo, la presidente UCEI: livelli mai visti dal dopoguerra
Ottolenghi critica anche il disegno di legge in discussione, che a suo giudizio rischia di confondere la critica a Israele con l'antisemitismo.
Livia Ottolenghi, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, denuncia ad Avvenire livelli di antisemitismo mai registrati dal secondo dopoguerra. Nella stessa intervista commenta il disegno di legge sull'antisemitismo, approvato dal Senato a marzo e ora alla Camera, che a suo giudizio rischia di sovrapporre le critiche a Israele alla fattispecie antisemita. Ottolenghi critica inoltre la campagna lanciata dallo stesso Avvenire per candidare al Nobel per la pace i bambini di Gaza, scelti come simbolo di tutti i bambini vittime di guerra: a suo parere il testo della proposta richiama il 7 ottobre senza approfondirlo e attribuisce la sofferenza dei minori a Israele senza menzionare Hamas, gli ostaggi o le vittime civili israeliane. Sul fronte mediorientale, Internazionale riprende un'inchiesta di Haaretz secondo cui Benjamin Netanyahu sarebbe stato avvertito una decina di giorni prima del 7 ottobre 2023 dal presidente degli Emirati Arabi Uniti di un imminente attacco di Hamas, senza adottare contromisure, nella convinzione che l'organizzazione si sarebbe limitata ad azioni in Cisgiordania.
Sondaggio Ipsos: primi gli scienziati, ultimi i politici
Della politica si fida il 12% degli italiani. Sotto di loro, secondo l'indagine, solo i pubblicitari e i chatbot.
Un'indagine Ipsos citata sul Corriere della Sera misura la fiducia degli italiani in diverse categorie professionali e istituzionali. Al primo posto gli scienziati, seguiti da medici e insegnanti, poi forze dell'ordine e giudici; molto più in basso imprenditori tecnologici, avvocati e sacerdoti. In fondo alla classifica, dopo i personal trainer e i cittadini comuni, si trovano i politici, di cui dichiara di fidarsi il 12% degli intervistati: peggio di loro, secondo l'indagine, si posizionano soltanto i pubblicitari e i chatbot di intelligenza artificiale.
Modena: il caso El Koudri tra disturbo psichico e radicalizzazione
La Procura valuta se riaprire l'ipotesi dell'aggravante di matrice terroristica. Dagli atti noti non emergono contatti con reti jihadiste organizzate.
Torna al centro del dibattito il caso di Salim El Koudri, l'uomo che lo scorso maggio si è lanciato con l'auto sulla folla nel centro di Modena, ferendo gravemente diverse persone e causando la morte di una donna. Da elementi emersi nelle indagini sulla sua attività online alcuni quotidiani sostengono che non fosse soltanto una persona con fragilità psichiche in carico ai servizi sociali, ma che cercasse abitualmente contenuti legati all'Isis e video di attentati in Europa: elementi che potrebbero portare la Procura a valutare nuovamente l'aggravante di matrice terroristica. Altri commentatori invitano alla cautela, osservando che dagli atti finora noti non emergono contatti con reti jihadiste organizzate, e che resta aperta la domanda se si tratti di una persona con un disturbo psichico che ha assorbito linguaggi e simboli dell'estremismo, o di un radicalizzato con problemi psichiatrici. La distinzione non è accademica, perché cambia sia il capo d'imputazione sia il tipo di prevenzione che la vicenda suggerisce; sul piano politico, intanto, alimenta uno scontro sulla narrazione più che sui fatti accertati.
Il retroscena politico dietro il bollo: premio di maggioranza e incognita Vannacci
Senza il suo movimento il centrodestra non raggiungerebbe la soglia del premio; con lui, secondo i sondaggi, una parte dell'elettorato si defilerebbe.
Dietro la sospensione del bollo si intravede una manovra elettorale: secondo il retroscena di Augusto Minzolini, il governo lavora in parallelo alla nuova legge elettorale, in via di approvazione definitiva, che introduce un premio di maggioranza intorno al 42%. Il nodo è la posizione del generale Roberto Vannacci: senza il suo movimento in coalizione il centrodestra non raggiungerebbe la soglia per il premio, ma se vi entrasse, secondo i sondaggi di Alessandra Ghisleri, circa il 4% degli elettori del centrodestra potrebbe defilarsi, mentre Carlo Calenda sarebbe spinto verso il campo largo, che potrebbe a quel punto ambire allo stesso premio. Sul fronte dell'opposizione, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha scritto a Repubblica proponendo al governo una collaborazione sull'uso della flessibilità di bilancio concessa dall'Unione europea per investimenti strutturali nella riduzione della dipendenza dalle fonti fossili; Giorgia Meloni ha risposto che valuterà "le proposte senza pregiudizi", mentre alleati di Schlein, tra cui Angelo Bonelli, giudicano un errore qualunque collaborazione col governo.
Caccia italiani intercettano jet russi sul Baltico, la Marina nel Mar Rosso
Due Eurofighter decollati in scramble dalla base lituana di Šiauliai. Crosetto riferisce in Parlamento sulla missione Aspides: 45 protezioni ravvicinate e 133 monitoraggi.
Due Eurofighter italiani impegnati nella missione NATO Baltic Air Policing, decollati in modalità scramble dalla base lituana di Šiauliai, sono intervenuti dopo la violazione dello spazio aereo lituano da parte di due jet militari russi: l'ennesimo episodio dopo l'incursione del drone delle notti precedenti. Sul fronte del Mar Rosso il ministro della Difesa Guido Crosetto ha riferito in Parlamento sulla missione italiana ed europea Aspides, che protegge le navi mercantili nello stretto di Bab el-Mandeb, ormai sotto il controllo di fatto delle milizie Houthi: dall'inizio delle attività sono state condotte 45 operazioni di protezione ravvicinata e 133 di monitoraggio. Secondo un retroscena del Corriere della Sera il governo valuta anche interventi autonomi italiani, fuori dalla missione europea. Sul piano diplomatico, l'ambasciatore statunitense in Italia Tilman Fertitta ha assicurato a Repubblica che i rapporti tra Donald Trump e Giorgia Meloni restano solidi.
Germania e Russia al voto nello stesso fine settimana
A Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania la CDU teme di scendere sotto il 5% in alcuni Länder dell'Est. In Russia si vota per la Duma senza reale competizione.
In Germania si vota domenica a Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania: la CDU del cancelliere Friedrich Merz, insediato da poco più di un anno, teme secondo La Stampa di scendere sotto la soglia del 5% in alcuni Länder dell'Est, con conseguenze pesanti sulla tenuta della cancelleria. In Russia si vota lo stesso fine settimana per la Duma, ma — scrive Anna Zafesova su La Stampa — senza reale competizione: i partiti che accennavano a posizioni di pace sono stati marginalizzati, alcuni candidati comunisti più critici esclusi dalle liste, si vota anche nei territori ucraini annessi illegalmente dopo il 2022, e in Parlamento entreranno decine di reduci dell'operazione militare in Ucraina. È un segnale della centralità che la guerra continua ad avere per la tenuta politica del regime.
Carney al Parlamento europeo: "un faro per le democrazie"
Dopo l'apertura di von der Leyen a un'adesione associata del Canada, il premier canadese precisa: non un terzo blocco, ma cooperazione tra medie potenze.
A Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha aperto a una forma di adesione associata del Canada all'Unione europea. Il premier canadese Mark Carney, intervenendo al Parlamento europeo, ha definito l'alleanza tra Canada e Unione "un faro per le democrazie", precisando però di non voler costruire un terzo blocco contrapposto alle grandi potenze, ma una via di cooperazione tra medie potenze, in continuità con la linea già illustrata al forum di Davos.
Rassegna Estera — BBC News
Inghilterra: almeno venti mastectomie non necessarie in un'unità senologica
Su 514 casi riesaminati, 315 pazienti risultano aver subito un danno, 77 in forma grave. La revisione potrebbe estendersi a circa 10.000 cartelle.
Un'inchiesta della BBC rivela che almeno venti donne si sono sottoposte a una mastectomia non necessaria durante le cure per il tumore al seno, nell'ambito di uno scandalo più ampio che ha coinvolto l'unità senologica del County Durham and Darlington Foundation Trust, nel nord-est dell'Inghilterra. Su 514 casi riesaminati dal trust tra i 640 segnalati a una linea telefonica dedicata, 315 pazienti risultano aver subito un danno, 77 in forma grave, e almeno una persona è morta; in altri casi la diagnosi di tumore è stata ritardata, con conseguente diffusione della malattia. Il nuovo amministratore delegato del trust, Steve Russell, si è scusato "senza riserve". La National Crime Agency indaga insieme alla polizia di Durham per accertare eventuali reati, ed è probabile un'estensione della revisione fino al 2015, con la riapertura di circa 10.000 cartelle cliniche. Il medico responsabile dell'unità dal 2013 al 2024 è stato sospeso dall'attività clinica ma resta alle dipendenze del trust con stipendio pieno.
Il Regno Unito aggiorna il "war book" e prepara i cittadini
Scorte di cibo e acqua, resilienza civica. Per la storica MacMillan il rischio reale non è un'invasione ma la guerra ibrida: cyberattacchi e sabotaggi dei cavi sottomarini.
Il governo britannico lavora a un aggiornamento del cosiddetto "war book", il piano che descrive come prepararsi a uno scenario bellico, invitando i cittadini a costituire scorte di cibo e acqua e a rafforzare la resilienza civica. Il capo di stato maggiore della Difesa, Sir Richard Knighton, ha parlato della fase più pericolosa dei suoi trentacinque anni di carriera per la minaccia rappresentata dalla Russia. La storica Margaret MacMillan osserva che il rischio reale non è un'invasione territoriale ma la guerra ibrida: cyberattacchi e sabotaggi dei cavi sottomarini. Diversi analisti sostengono che l'Europa — dopo decenni di disarmo seguiti alla fine della Guerra Fredda e una lunga dipendenza energetica dalla Russia, soprattutto in Germania — non sia ancora psicologicamente pronta ad affrontare un conflitto, né i governi comunichino con sufficiente chiarezza la gravità della situazione.
17/09/2026
Rassegna Italiana — Prima Pagina, Rai Radio 3
Abolito il bollo auto per il 2027: il conto lo pagano le Regioni
Esenzione per 14,5 milioni di veicoli, costo 2,3 miliardi coperto con fondi PNRR. La Toscana perde 350 milioni e ne recupera 100.
Il Consiglio dei Ministri ha varato l'abolizione del bollo auto per il 2027, misura che ha dominato le prime pagine. Il taglio riguarda circa 14,5 milioni di veicoli — auto di piccola e media cilindrata e motocicli — con un costo per le finanze pubbliche stimato in 2,3 miliardi di euro e un risparmio massimo di 240 euro per nucleo familiare, con una sola esenzione a famiglia. Giorgia Meloni l'ha presentata come la cancellazione di "una delle tasse più odiate dagli italiani", promettendo che l'esenzione diventerà strutturale nella prossima manovra. Secondo Repubblica, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti non ha nascosto le difficoltà nel trovare le coperture, arrivate solo grazie ai fondi del PNRR; la ricostruzione di Tommaso Ciriaco e Giuseppe Colombo racconta anche di alleati spiazzati dalla tempistica dell'annuncio. Per Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico, la misura è sbagliata proprio perché limitata a un anno: lascia ai contribuenti l'abitudine di non pagare e alle casse pubbliche il conto da trovare per il 2028. La polemica più aspra riguarda le Regioni, che incassano storicamente il bollo: il governo promette ristori per 2,2 miliardi complessivi, ma il presidente della Toscana Eugenio Giani denuncia uno squilibrio — la sua Regione perderebbe 350 milioni di introiti recuperandone circa 100 — con ricadute dirette sulla sanità regionale. Qui il
tema 07 ha una posizione già scritta, ed è il caso di richiamarla: la quinta leva dichiara un confine, mai sanità, istruzione e protezione sociale. Un taglio d'imposta che arriva sul bilancio sanitario delle Regioni attraverso un ristoro incompleto non si chiama taglio alla sanità, ma nei conti funziona così — e vale la pena verificare i ristori effettivi prima di dare per buona la cifra di una delle parti in causa.
Petrolio e noli marittimi: l'inflazione italiana risale al 3,3%
Il Brent resta intorno ai 110 dollari, ma chi si approvvigiona subito paga molto di più. Diesel a 2,246 euro al litro, energia +17,1% su base annua.
Il Sole 24 Ore ricostruisce una dinamica che il prezzo di listino non racconta: il Brent resta ufficialmente intorno ai 110 dollari al barile, ma una raffineria che debba approvvigionarsi rapidamente arriva a pagare molto di più, per effetto dell'impennata dei noli marittimi — su alcune rotte fino a un milione di dollari al giorno per nave cisterna, massimi storici legati alle difficoltà di rifornimento dal mercato russo e alle maggiori coperture assicurative. L'effetto si vede alla pompa: il diesel è salito a 2,246 euro al litro, sopra il precedente massimo del marzo 2022, e la benzina a 2,13 euro. Ad agosto l'inflazione italiana su base annua è risalita al 3,3%, dal 2,9% del mese precedente, spinta dai beni energetici (+17,1%), da abitazione, acqua e combustibili (+9,1%) e dai trasporti (+6,1%). Il ministro Giorgetti, riportato dalla Stampa, avverte che la situazione peggiora. Per il
tema 06 questo non è solo contesto: la pagina documenta come l'inflazione del 2022-2024, incontrando scaglioni IRPEF non indicizzati, abbia trasferito allo Stato circa 25 miliardi in due anni senza che nessun Parlamento votasse un aumento d'imposta. Il meccanismo non è stato disattivato. Se i prezzi risalgono, riparte anche quello — ed è il motivo per cui il tema chiede di indicizzare l'imposta una volta per tutte, invece di rincorrere ogni anno un bonus diverso.
Crolla un palazzo di sfollati a Gaza City
L'edificio ospitava oltre 300 persone, metà bambini. Una ventina i morti accertati e circa cento i dispersi; senza mezzi pesanti si scava a mani nude.
Il crollo notturno del palazzo Al-Saada a Gaza City, dove vivevano oltre trecento sfollati, metà dei quali bambini, ha riportato la Striscia in prima pagina. I bilanci delle agenzie parlavano ieri di una ventina di morti accertati e di circa cento persone sotto le macerie, con il conteggio ancora in corso. La giornalista Eman Abu Sayed, che scrive dal luogo del disastro su il manifesto, raccoglie la testimonianza di una sopravvissuta: "Sapevamo che quel palazzo rischiava di crollare, ma non avevamo scelta". L'edificio, danneggiato dai bombardamenti della prima fase dell'offensiva israeliana sulla città, ospitava da mesi persone prive di alternative. A dieci mesi dall'entrata in vigore della tregua la ricostruzione resta bloccata: la protezione civile denuncia che il blocco degli accessi impedisce l'ingresso di macchinari pesanti, tanto che è stato lanciato un appello alla popolazione perché portasse martelli e vanghe. Un'inchiesta parallela ricostruisce che 71 progetti destinati a riparare reti idriche, ospedali e infrastrutture sanitarie restano fermi per mancanza di autorizzazione. Su Avvenire l'architetto israeliano Eyal Weizman, fondatore del collettivo Forensic Architecture, descrive un processo di sradicamento dei palestinesi in atto dal 1948, di intensità variabile ma di segno costante; su Repubblica il sociologo Luigi Manconi richiama il documentario "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor per sostenere che gli obiettivi militari vengono selezionati con sistemi informatici sofisticati, e che il crollo non sia quindi un effetto collaterale imprevedibile.
Von der Leyen: apertura al Canada, attacco agli "europeisti a metà"
Nel discorso sullo stato dell'Unione anche il divieto dei social ai minori di 13 anni, esteso per la prima volta ai chatbot e ad alcune piattaforme di gioco.
Il discorso sullo stato dell'Unione pronunciato da Ursula von der Leyen ha conquistato le prime pagine per due annunci: l'apertura a un'associazione tra Canada e Unione Europea, presentata come risposta comune alla politica commerciale statunitense, e un attacco esplicito ai nazionalismi e all'euroscetticismo interno. La Stampa titola "Difendiamo l'Europa, vogliono frantumarla", mentre un commento sul Foglio individua l'elemento inedito rispetto alla consueta liturgia europeista: von der Leyen ha attribuito parte della responsabilità del declino di competitività non solo ai populisti ma agli "europeisti a metà", cioè agli Stati membri che frenano l'integrazione. Da qui la proposta, ripresa dal Riformista, di un'Europa a due velocità capace di decidere senza il vincolo dell'unanimità. Nel discorso anche l'annuncio di un divieto dei social media ai minori di 13 anni e di account a funzionalità limitate per la fascia 13-15 anni, sul modello australiano, con una novità: le restrizioni si estenderebbero per la prima volta anche ai chatbot di intelligenza artificiale e ad alcune piattaforme di gioco online. È l'estensione più dirompente, perché un accesso limitato all'IA avrebbe ricadute dirette sulla scuola, chiamata a ripensare compiti e verifiche.
Certificati medici e CPR: perquisizioni in tutta Italia, e due letture opposte
La Procura di Ravenna ipotizza falsi certificati per impedire il trattenimento. Il presidente dei medici: la norma attuale assegna al medico un ruolo amministrativo che non gli compete.
La Procura di Ravenna ha disposto la perquisizione delle abitazioni e degli studi di una ventina di medici e psichiatri in tutta Italia, alcuni legati alla rete "Mai Più Lager - No ai CPR". L'ipotesi accusatoria riguarda certificati che, secondo gli inquirenti, sarebbero stati redatti falsamente per impedire il trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio di migranti con patologie ritenute incompatibili con quei luoghi; il Resto del Carlino riferisce dell'uso di modelli prestampati. Avvenire e il manifesto danno conto del contesto: secondo la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni i CPR sono "luoghi patogeni", e solo in Toscana nel 2025 circa il 30% delle visite pre-trattenimento si sarebbe concluso con un giudizio di non idoneità. L'inchiesta di Mario Di Vito su il manifesto sostiene che l'impianto accusatorio si baserebbe soprattutto su intercettazioni che raccolgono opinioni contrarie ai CPR più che prove di falsificazione, e richiama il precedente dell'inchiesta sulla ONG Iuventa, chiusa senza condanne dopo anni. Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, osserva che la normativa attuale "conduce il medico ad assumere un ruolo amministrativo" — decidere se uno straniero debba restare o no in un CPR — che non gli appartiene, e ricorda le richieste di modificarla mai raccolte dal Parlamento. Il Giornale e Libero titolano invece sull'esistenza di una rete organizzata e parlano di uso politico della solidarietà agli indagati. La vicenda tocca il punto da cui parte il
tema 05: la prima delle nostre proposte sono rimpatri effettivi, e il CPR è lo strumento con cui i rimpatri si eseguono. Se quello strumento produce un terzo di giudizi di non idoneità e scarica su un medico una decisione amministrativa, il problema non è chi firma il certificato: è che chiedere rimpatri effettivi senza dire come devono funzionare i CPR lascia la proposta a metà.
Istat: il 15,3% delle donne ha subito violenza prima dei 16 anni
Circa tre milioni di persone; il 58,4% non ne ha mai parlato con nessuno. Più il gesto è grave, più chi lo compie è vicino alla vittima.
La terza indagine Istat sulla sicurezza delle donne, condotta su 17.500 intervistate italiane e 3.100 straniere, restituisce un dato senza precedenti: il 15,3% delle donne tra 16 e 70 anni — circa tre milioni — dichiara di aver subito violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni, e il 58,4% di queste non ne ha mai parlato con nessuno. La Stampa, in un articolo di Elisa Forte, distingue le forme rilevate dall'indagine e osserva come cambi il profilo di chi le compie con il crescere della gravità: nei toccamenti non voluti sconosciuti, conoscenti e amici di famiglia pesano quasi allo stesso modo, tra il 22% e il 24%; quando si arriva alla costrizione a un rapporto sessuale gli sconosciuti scendono al 9% e prevalgono conoscenti (29,1%) e amici di famiglia (24,9%). Più il gesto è grave, più chi lo compie è vicino. La senatrice Valeria Valente e la vicepresidente della Commissione femminicidio Cecilia D'Elia rilanciano la richiesta di educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Il dato su cui l'Istat richiama maggiormente l'attenzione è però un altro: chi ha subito violenza da bambina ha quasi il doppio delle probabilità di subirne ancora in età adulta.
La nuova legge elettorale e la rappresentanza femminile
Soglia del 40% di donne nel listino nazionale, ma senza alternanza tra i capilista. Per Serughetti l'effetto atteso è una riduzione vistosa delle elette.
L'approvazione al Senato della nuova legge elettorale rilancia sul Domani un editoriale della politologa Giorgia Serughetti. La norma introduce una soglia minima del 40% di donne nel listino nazionale collegato al premio di maggioranza, ma non prevede l'alternanza di genere tra i capilista né tutele per le candidate nelle posizioni più favorevoli all'elezione nelle circoscrizioni, e consente preferenze plurime anche tutte dello stesso genere: il risultato atteso, scrive Serughetti, è una riduzione "probabilmente vistosa" della rappresentanza femminile in Parlamento, dopo il trend di crescita avviato nel 2013. Per l'autrice la retorica del primo governo guidato da una donna entra in contraddizione con la sostanza della legge: la metafora del "soffitto di cristallo", per cui la rottura di una barriera aprirebbe la strada a tutte le altre, "non è empiricamente verificata", perché le risorse restano ineguali e i soffitti si ricostruiscono facilmente sotto i piedi di chi è salita al piano superiore.
Rassegna Estera — BBC News
Il capo dell'IA di Microsoft: senza controlli rischiamo una "specie di silicio"
Suleyman critica chi antropomorfizza i modelli e chiede governance esterna: niente sistemi che si fissano gli obiettivi da soli, guadagnano denaro o possiedono beni.
Mustafa Suleyman, a capo della divisione IA di Microsoft, ha detto alla BBC che senza adeguate misure di sicurezza lo sviluppo dell'intelligenza artificiale rischia di generare una "specie di silicio" capace di competere con l'uomo per le risorse. In un saggio pubblicato nei giorni scorsi critica l'approccio di Anthropic, accusata di antropomorfizzare il proprio modello, cioè di trattarlo come se avesse desideri, valori e una forma di coscienza: "non sentono, non provano emozioni, non soffrono — sono motori di completamento di sequenze, progettati per seguire istruzioni e realizzare obiettivi fissati dagli umani". Suleyman si dice contrario a lasciare che i sistemi si fissino da soli i propri obiettivi, guadagnino denaro o possiedano beni, e chiede maggiore trasparenza sull'addestramento dei modelli, controlli indipendenti e strumenti di monitoraggio più forti, riassunti nel principio per cui l'IA deve restare subordinata all'umanità. La docente di informatica Wendy Hall, dell'Università di Southampton, definisce l'intervento "il tipo di conversazione internazionale di cui abbiamo bisogno", distinguendolo dalle isterie di alcune aziende del settore. Il caso mostra una frattura che si allarga: da un lato chi propone un'autoregolazione guidata dalle stesse aziende di frontiera, dall'altro chi chiede una governance esterna più stringente.
Il farmaco Enhertu arriva sul servizio sanitario inglese, due anni dopo
Circa mille pazienti l'anno, in media quasi sette mesi di vita in più. La Scozia e altri 26 paesi europei lo avevano già dal 2023.
Dopo due anni in cui era stato giudicato troppo costoso, il farmaco Enhertu è ora disponibile sul servizio sanitario nazionale inglese per le pazienti con una forma specifica di tumore al seno metastatico incurabile, circa mille donne l'anno; può prolungare la vita in media di quasi sette mesi, con alcune pazienti che arrivano a tre anni. Le pazienti scozzesi vi avevano accesso dal 2023, come quelle di altri 26 paesi europei: l'agenzia britannica NICE lo aveva respinto nel 2024 perché non ritenuto conveniente. La svolta arriva soprattutto da un accordo commerciale con gli Stati Uniti, in base al quale il governo britannico si è impegnato a spendere il 25% in più sui farmaci; di conseguenza il NICE ha alzato da 30.000 a 35.000 sterline la soglia di spesa per anno di vita guadagnato in buona qualità. Le case produttrici, Daiichi Sankyo e AstraZeneca, non avrebbero invece abbassato sostanzialmente i prezzi. La ministra della Sanità ha parlato di una decisione che può cambiare la vita, rendendo merito alle associazioni di pazienti, ma con un'avvertenza: non si può celebrare senza pensare al costo del ritardo, perché diverse donne sono morte nell'attesa. Il caso mette in fila tre cose che raramente stanno insieme: la sostenibilità della spesa sanitaria pubblica, la pressione di un accordo commerciale internazionale e il diritto dei pazienti ai farmaci innovativi.
Austin Tice: il rapimento in Siria fu pianificato per settimane
Un'inchiesta BBC sui file dell'intelligence siriana smentisce la versione del sequestro casuale a un posto di blocco. Del giornalista non c'è più traccia.
Una lunga inchiesta della BBC ricostruisce, per la prima volta con prove documentali, la sparizione nel 2012 in Siria del giornalista statunitense Austin Tice, ex capitano dei Marines che copriva la guerra civile per il Washington Post. Contrariamente alla versione finora accreditata di un rapimento casuale a un posto di blocco, l'inchiesta — basata su file di intelligence siriani recuperati dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad e su testimonianze di ex miliziani — mostra un'operazione pianificata per più di un mese: il conducente di cui Tice si fidava avrebbe segnalato i suoi movimenti alle forze paramilitari lealiste, che a loro volta avrebbero informato un alto funzionario della sicurezza, il quale — secondo un testimone — avrebbe poi ottenuto l'approvazione telefonica dello stesso presidente siriano. Gli inquirenti sospettavano che Tice, ex militare che talvolta correggeva i combattenti ribelli sull'uso delle armi, fosse un agente della CIA: un sospetto che la BBC non ha trovato suffragato da alcuna prova. Nonostante la caduta del regime e la liberazione di decine di migliaia di detenuti, di Tice non c'è più traccia: un ex comandante sostiene che sia stato ucciso, ma senza che siano stati ritrovati resti, e altre fonti contestano questa versione.
Caso Macklemore: emerge il ruolo del proprietario dello stadio
Robert Kraft rivendica la decisione; il rapper promette un milione di dollari ad associazioni palestinesi e lo sfida a fare altrettanto.
La vicenda dell'esclusione del rapper Macklemore dal tour statunitense di Ed Sheeran, che ha già portato all'uscita per solidarietà degli altri artisti di supporto, si arricchisce di un elemento: secondo la ricostruzione della BBC la rimozione sarebbe stata decisa dal proprietario dello stadio Gillette, Robert Kraft, dopo che l'artista aveva espresso più volte solidarietà alla causa palestinese. Macklemore ha promesso di donare un milione di dollari ad associazioni palestinesi, sfidando Kraft a fare altrettanto; Kraft ha risposto rivelando che Sheeran stesso gli avrebbe chiesto di eguagliare una propria donazione da due milioni di dollari per gli aiuti umanitari nella regione, e ha rivendicato di aver dedicato molta della propria vita a costruire ponti tra i popoli. Sheeran, che non ha confermato pubblicamente alcuna donazione, ha spiegato che la decisione è stata dei promotori e non sua, perché diversi stadi si sarebbero rifiutati di ospitare le date con il rapper in scaletta, con il rischio di far saltare l'intero tour.
Lena Dunham annuncia la nascita della prima figlia
La creatrice di "Girls" racconta su Vogue di essere diventata madre tramite maternità surrogata.
Tra le notizie di costume della giornata, la scrittrice e regista Lena Dunham, creatrice della serie "Girls", ha annunciato in un articolo su Vogue la nascita della sua prima figlia, avuta tramite maternità surrogata insieme al marito Luis Felber. Dunham, che in passato ha raccontato pubblicamente il proprio percorso verso la genitorialità dopo un intervento chirurgico subito a trentun anni, descrive con toni commossi l'incontro con la neonata e con la donna che l'ha portata in grembo.
16/09/2026
Rassegna Italiana — Prima Pagina, Rai Radio 3
Giustizia: i tempi del processo penale si riducono del 40%
Oltre l'obiettivo del 25% fissato dal PNRR, con una durata media sotto l'anno in primo grado. Accelerazioni anche in appello e in Cassazione.
Il Sole 24 Ore apre con i dati sulla riforma della giustizia: nel processo penale i tempi si sono ridotti del 40%, superando l'obiettivo del 25% fissato dal PNRR, con una durata media inferiore a un anno in primo grado e accelerazioni anche in appello e in Cassazione. Il risultato arriva dopo anni di interventi organizzativi e di digitalizzazione degli uffici giudiziari, sostenuti dai fondi europei del Piano di Ripresa e Resilienza, che avevano posto la giustizia tra le condizionalità per l'erogazione delle rate. Il dato si inserisce in una giornata dominata da notizie economiche meno rassicuranti: il Domani segnala che l'aggravarsi del contesto internazionale, tra guerre e tensioni sui mercati energetici, rischia di produrre una "tempesta perfetta" per il sistema economico italiano, mentre la Federal Reserve si avvia verso un possibile rialzo dei tassi. La lentezza della giustizia è la quarta leva del
tema 07, quella che la pagina chiama "a costo quasi zero" perché non richiede spesa ma organizzazione. Con una precisazione che conta: la leva che il tema indica è la giustizia
civile, ed è quella che pesa sulle decisioni di chi investe — un contratto che non si fa valere in tempi ragionevoli vale meno. Il miglioramento di oggi riguarda il penale, quindi non chiude la questione; mostra però che la stessa combinazione di riorganizzazione e digitalizzazione produce risultati misurabili, e toglie forza all'idea che su questo terreno non si possa fare niente.
Legge elettorale: via libera del Senato tra le proteste delle opposizioni
Ribattezzata "legge truffa" dalle minoranze. Ora il passaggio alla Camera, dove non è escluso un voto a scrutinio segreto che la stessa maggioranza teme.
Il Senato ha approvato la nuova legge elettorale voluta dalla maggioranza, tra le proteste delle opposizioni che l'hanno ribattezzata "legge truffa". Praticamente tutti i quotidiani — Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, il Messaggero — hanno scelto la riforma come apertura o come notizia di primissimo piano. Il testo, secondo le opposizioni, limiterebbe fortemente le preferenze degli elettori e introdurrebbe un complesso sistema di firme per la presentazione delle liste, il cosiddetto "capestro delle firme", favorendo la maggioranza uscente; secondo i sostenitori garantirebbe invece maggiore stabilità di governo. Su il manifesto Alfio Mastropaolo parla di un "paese spaccato" in cui tutto il potere finirebbe nelle mani di una sola parte politica, mentre altri commentatori sottolineano che i meccanismi premiali e correttivi rischierebbero paradossalmente di favorire il cosiddetto "campo largo" delle opposizioni. Nel filo diretto con gli ascoltatori diversi interventi hanno criticato la logica della "governabilità a tutti i costi", richiamando la stagione della "vocazione maggioritaria" degli anni Novanta e sostenendo che l'enfasi sulla stabilità abbia prodotto meno riforme e più marginalizzazione del Parlamento. La partita si sposta ora alla Camera, dove non è escluso un voto a scrutinio segreto, e le opposizioni non escludono un ricorso alla Corte Costituzionale.
Morti sul lavoro: superata la soglia delle mille vittime nel 2026
Avvenire riprende i dati dell'Osservatorio indipendente di Bologna e punta il dito sugli appalti e sui subappalti a cascata.
Avvenire dedica un dossier al lavoro riprendendo i dati dell'Osservatorio indipendente di Bologna sulle cosiddette "morti bianche": nel 2026 le vittime sul lavoro hanno superato la soglia simbolica delle mille, con un'inchiesta che indica nel sistema degli appalti e dei subappalti a cascata una delle principali cause strutturali. Gli editorialisti che seguono il fenomeno da anni sottolineano come la frammentazione delle responsabilità lungo la catena degli appalti renda difficile individuare le responsabilità dirette e diluisca gli investimenti in sicurezza, mentre i controlli ispettivi restano numericamente insufficienti rispetto alla platea dei cantieri e delle aziende coinvolte. Il superamento della soglia in un solo anno rilancia le richieste sindacali di un rafforzamento della vigilanza e di una revisione della normativa sugli appalti pubblici, in un'agenda politica oggi occupata quasi per intero dalla legge elettorale.
Caccia italiani abbattono un drone nei cieli lituani
Per il ministro lituano la provenienza è con ogni probabilità russa. L'Unione europea prepara un piano in cinque punti contro le azioni di "guerra ibrida".
Caccia italiani in missione NATO hanno abbattuto un drone entrato nello spazio aereo lituano, in un episodio che ha fatto salire ulteriormente la tensione nell'area baltica. Il ministro della Difesa lituano ha dichiarato che il velivolo proveniva con ogni probabilità dalla Russia, senza che l'attribuzione sia al momento accertata in via definitiva. L'episodio arriva dopo settimane di incidenti simili lungo il fianco orientale dell'Alleanza; la Russia ha reagito con dichiarazioni minacciose nei confronti della Polonia, mentre l'Unione Europea prepara un piano in cinque punti per contrastare le azioni di "guerra ibrida" — sabotaggi, incursioni di droni, attacchi informatici. La linea editoriale de il manifesto, richiamata in trasmissione, condanna senza ambiguità l'invasione russa dell'Ucraina ma critica la corsa al riarmo europeo, ritenendo che l'Unione dovrebbe investire di più in un ruolo diplomatico e negoziale. Il tema è stato toccato anche nel discorso sullo stato dell'Unione pronunciato da Ursula von der Leyen.
Schengen: l'Italia proroga i controlli alle frontiere con la Spagna
Motivazione ufficiale, il rischio di infiltrazioni attraverso Ceuta. Madrid ha risposto con una misura speculare; Tajani respinge l'accusa di un movente politico.
Il governo italiano ha prorogato di altri quindici giorni la reintroduzione dei controlli di frontiera con la Spagna all'interno dell'area Schengen, motivandola con il rischio di infiltrazioni terroristiche attraverso l'enclave di Ceuta. Nel filo diretto del programma diversi ascoltatori hanno contestato la logica del provvedimento, osservando che l'Italia non condivide alcun confine terrestre con la Spagna e che chi volesse entrare potrebbe transitare da qualunque altro paese dell'area; la misura viene quindi letta da più parti come un segnale politico verso il governo di Pedro Sánchez. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha respinto questa lettura parlando di ragioni esclusivamente di sicurezza, mentre Madrid — che ha definito la misura assurda — ha risposto con un provvedimento speculare. L'episodio si inserisce in una stagione di rapporti tesi tra Roma e Madrid, aggravati dalla gestione della crisi migratoria dell'estate, e si traduce intanto in disagi concreti per chi viaggia tra i due paesi.
Funerali di Stato per Emma Bonino in Campidoglio
Presenti Mattarella, Meloni e numerosi ex presidenti del Consiglio. Cordoglio trasversale per una delle ultime protagoniste della stagione dei diritti civili.
Si sono svolti in Campidoglio, a Roma, i funerali di Stato di Emma Bonino, storica leader radicale ed ex ministra, con la partecipazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di numerosi ex presidenti del Consiglio. La cerimonia, riportata in prima pagina da diversi quotidiani, ha suscitato un cordoglio trasversale, testimoniato anche dalle telefonate e dai messaggi arrivati in trasmissione, tra cui la proposta di intitolarle un riconoscimento per il suo impegno sui diritti civili e per il contributo alla nascita della Corte penale internazionale — istituzione che il programma ha ricordato essere oggi sotto pressione da parte di alcuni governi. La scomparsa di una delle ultime protagoniste della stagione dei diritti civili degli anni Settanta e Ottanta arriva in un momento in cui, osservano diversi commentatori, il tema delle garanzie costituzionali torna centrale nel confronto sulla legge elettorale.
Il Piano Mattei tra cooperazione paritaria ed esternalizzazione delle frontiere
Il nome evoca la stagione in cui l'Eni negoziava direttamente con i paesi produttori. Il bilancio discusso in trasmissione è più ristretto: forniture energetiche e accordi sui migranti.
In trasmissione è tornato il dibattito sul Piano Mattei per l'Africa, l'iniziativa del governo presentata come una nuova stagione di cooperazione paritaria con i paesi africani, sul modello di Enrico Mattei, il fondatore dell'Eni che negli anni Cinquanta negoziava direttamente con i paesi produttori — dalla Libia all'Unione Sovietica — rivendicando per l'Italia un ruolo autonomo rispetto alle grandi potenze. Secondo la critica emersa nel programma, il Piano si sarebbe tradotto principalmente in accordi di fornitura energetica accompagnati da una crescente esternalizzazione delle frontiere, cioè da intese con i governi africani per il contenimento dei flussi migratori: un obiettivo distante dalla visione originaria di uno scambio alla pari. La conduttrice ha convenuto che il nome scelto evoca ambizioni più ampie di quelle realizzate finora. È il punto su cui il
tema 05 chiede una cosa precisa: gli accordi con i paesi terzi non si giudicano dagli annunci ma dai risultati, e i risultati da guardare sono due — quanti ingressi legali e verificabili producono, e che cosa succede alle persone che restano dall'altra parte. Un accordo che sposta il confine e basta non rende i flussi governati, li rende solo invisibili.
Settimana europea della mobilità: sconti sui carburanti o incentivi alla mobilità dolce?
Nei Paesi Bassi si arriva a 91 centesimi per chilometro percorso in bicicletta nei tragitti casa-lavoro. In Emilia-Romagna il "Bike to Work" esiste dal 2019.
In apertura della Settimana europea della mobilità sostenibile, nel filo diretto del programma è stata criticata la scelta di destinare risorse pubbliche agli sconti sul prezzo dei carburanti piuttosto che a incentivi per la mobilità dolce. È stato citato il modello di alcuni paesi del Nord Europa, che riconoscono un compenso per ogni chilometro percorso in bicicletta nei tragitti casa-lavoro — fino a 91 centesimi al chilometro nei Paesi Bassi — e agevolazioni all'acquisto anche tramite il datore di lavoro, sul modello dell'iniziativa "Bike to Work" attiva in alcune realtà dell'Emilia-Romagna dal 2019. La conduttrice Chiara Cruccati ha osservato che il nodo principale resta però la qualità del trasporto pubblico, spesso carente nelle aree periferiche e nei piccoli centri rispetto alle grandi città, collegando il tema all'utilizzo non sempre efficace dei fondi PNRR destinati alle politiche green. La distinzione è quella su cui insiste il
tema 08: incentivare il mezzo senza cambiare la distanza sposta il problema di poco, perché chi abita dove i servizi non ci sono non ha un percorso da fare in bicicletta, ha un percorso che non esiste. Vale la pena aggiungere che gli sconti sui carburanti e gli incentivi alla bici non sono due modi alternativi di fare la stessa cosa: il primo agisce sul prezzo oggi, il secondo sull'infrastruttura tra dieci anni, e confonderli è il modo più rapido per non fare né l'uno né l'altro.
Il "gender gap" elettorale emerso dal voto svedese
Le cifre citate in trasmissione danno uno scarto di circa venti punti tra uomini e donne nel voto alle destre. Un fenomeno osservato anche in Germania e negli Stati Uniti.
Un'ascoltatrice ha richiamato un articolo sul cosiddetto "gender gap" politico emerso dalle recenti elezioni svedesi: secondo le cifre citate in trasmissione — che il programma non ha ricondotto a un istituto specifico — le donne avrebbero votato per il 38% i partiti di centrodestra e per il 12% quelli di estrema destra, mentre tra gli uomini le percentuali salirebbero rispettivamente al 57% e al 22%, con uno scarto di circa venti punti sul voto di destra. Un fenomeno analogo, ha ricordato la conduttrice, è emerso nelle recenti elezioni tedesche — dove il Parlamento resta peraltro quello con la minore percentuale di rappresentanza femminile in Europa — e negli Stati Uniti in occasione della vittoria di Donald Trump. L'analisi proposta in trasmissione lega la minore propensione femminile al voto per la destra radicale al modello di potere che queste forze promuovono, percepito come una minaccia a diritti conquistati o ancora da conquistare. Le implicazioni riguardano le strategie elettorali dei partiti europei, chiamati a fare i conti con un elettorato che si divide sempre più lungo la linea di genere.
Rassegna Estera — BBC News
Regno Unito: l'inflazione sale al 3,1% per il rincaro dei carburanti
Massimo degli ultimi cinque mesi. Capital Economics prevede un picco al 4,2% a gennaio: il rincaro non si è ancora trasferito su alimentari e altri beni.
L'inflazione britannica è salita al 3,1% nell'anno terminato ad agosto, dal 2,9% precedente, toccando il livello più alto degli ultimi cinque mesi secondo l'Ufficio nazionale di statistica. L'aumento è dovuto soprattutto al rincaro dei carburanti e dei biglietti aerei, sulla scia del conflitto in Medio Oriente che ha spinto il petrolio ben oltre i livelli precedenti le ostilità. Tra luglio e agosto il prezzo medio della benzina è salito di 9,1 pence al litro, il livello più alto da novembre 2022. Secondo l'economista Paul Dales di Capital Economics l'aumento non si è ancora trasferito su alimentari e altri beni, ma rialzi più consistenti sono in arrivo: la previsione è di un picco al 4,2% a gennaio. Il cancelliere dello scacchiere John Healey, alla vigilia della sua prima manovra di bilancio, ha collegato l'aumento alla guerra in Medio Oriente sottolineando la resilienza dell'economia britannica, mentre l'opposizione conservatrice attribuisce il rincaro alle politiche energetiche e fiscali del governo laburista. L'esecutivo compensa parzialmente azzerando dal 1° ottobre l'IVA del 5% sulle bollette elettriche domestiche, circa 45 sterline l'anno per famiglia; ma l'aumento del 4% del tetto sui prezzi di elettricità e gas rischia di più che annullare il beneficio, con un aggravio netto stimato in circa 60 sterline l'anno per i consumi tipici.
Altman: "il mondo ha ragione ad avere paura", ma chiede fiducia nelle aziende
Zuckerberg sostiene che ogni laboratorio ha già l'incentivo ad autoregolarsi; per Huang "non servono nuove leggi" e la sicurezza è un problema di ingegneria.
L'amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, ha dichiarato durante una conferenza a San Francisco che "il mondo ha ragione ad avere paura" dei rapidi progressi dell'intelligenza artificiale, aggiungendo però che le aziende del settore dovrebbero godere della fiducia del pubblico perché "sentono il peso" delle proprie responsabilità. Le sue parole arrivano dopo la viralità delle dichiarazioni di un ex ricercatore di Anthropic sui rischi estremi di uno sviluppo senza controlli, e dopo la richiesta di Dario Amodei di rallentare e di introdurre una regolamentazione pubblica — sostenuta da Altman stesso, dal cofondatore di DeepMind Demis Hassabis e da Elon Musk. Posizioni diverse arrivano da altri protagonisti del settore: Mark Zuckerberg sostiene che ogni laboratorio abbia già l'incentivo ad autoregolarsi sulla sicurezza per timore delle responsabilità legali, mentre l'amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang afferma che "non servono nuove leggi o regolamenti" e che la sicurezza è un problema di ingegneria gestibile dalle aziende. Sul fronte politico si conferma la convergenza inedita tra il senatore Bernie Sanders e l'ex stratega di Trump Steve Bannon, entrambi critici verso l'idea che un pugno di persone tra le più ricche del mondo decida da solo il futuro della tecnologia; il presidente Trump, al contrario, ha bollato le preoccupazioni come una "bufala". Il cofondatore di Anthropic Jack Clark ha definito alla BBC l'ipotesi di un settore totalmente non regolamentato un modo di "giocare a dadi con rischi immensi".
Quattro artisti lasciano il tour di Ed Sheeran dopo l'esclusione di Macklemore
Il rapper era stato tolto dalla scaletta per dichiarazioni a favore della Palestina. Sheeran: la decisione è stata del promoter, non mia.
Quattro artisti di supporto hanno lasciato il tour statunitense di Ed Sheeran dopo che il rapper Macklemore era stato escluso dalla scaletta per aver pronunciato, durante un concerto, dichiarazioni a favore della Palestina mostrando immagini della devastazione di Gaza. Tra chi ha abbandonato figurano Finneas, il cantautore irlandese Aaron Rowe, la band danese Lukas Graham e il gruppo irlandese Beoga, che si esibiva ogni sera sul palco con Sheeran. Il cantante ha precisato che la decisione di escludere Macklemore è stata presa dal promoter del tour e non da lui personalmente, spiegando di non voler usare la propria piattaforma per fare politica perché il suo pubblico comprende molti giovani e bambini, e di preferire un ruolo di "diplomazia" alle prese di posizione dirette; ha comunque detto di essere sconvolto dal conflitto. La precisazione non ha placato le polemiche: gli artisti che hanno lasciato hanno rivendicato il diritto di parlare di guerra e di civili uccisi indipendentemente dalla bandiera. L'episodio si aggiunge a una serie di casi in cui, nell'industria musicale e dello spettacolo, le posizioni sul conflitto a Gaza producono conseguenze professionali immediate.
Il Regno Unito valuta l'adesione a una banca multilaterale per la difesa
Promossa dal Canada per finanziare a costi più bassi la spesa militare dei membri. Costo d'ingresso stimato in 870 milioni di sterline su tre anni.
Il governo britannico sta valutando l'adesione alla Defence, Security and Resilience Bank, una banca multilaterale promossa dal Canada per finanziare a costi più bassi la spesa militare dei paesi membri — tra cui già Albania, Bulgaria, Belgio, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Romania, Turchia e Ucraina — dopo che la precedente cancelliera dello scacchiere Rachel Reeves aveva respinto l'ipotesi. L'adesione comporterebbe un investimento iniziale di circa 870 milioni di sterline spalmato su tre anni, in un momento in cui il cancelliere John Healey deve reperire risorse aggiuntive per la difesa in vista della manovra di ottobre, senza essersi ancora impegnato sull'obiettivo del 3% del PIL entro il 2030. La notizia arriva mentre il segretario generale della NATO Mark Rutte, in visita nel Regno Unito, ha dichiarato che l'Alleanza non si lascerà intimidire dalle azioni ostili russe, dopo l'abbattimento del drone in Lituania e l'accusa danese a una nave russa di aver lanciato razzi di segnalazione contro un elicottero nel Baltico.
Un villaggio inglese vota simbolicamente per "lasciare" il Regno Unito
A Piddington, nell'Oxfordshire, 285 voti su 312 per il distacco: è la protesta contro un centro per richiedenti asilo in un'ex base militare vicina.
Gli abitanti di Piddington, un villaggio dell'Oxfordshire, hanno votato in un referendum simbolico organizzato dal consiglio parrocchiale per dichiarare l'indipendenza dal Regno Unito, in segno di protesta contro il piano del ministero dell'Interno di ospitare fino a 1.256 richiedenti asilo in un'ex base militare nelle vicinanze. Su 312 voti espressi, 285 si sono schierati per il distacco. Alcuni residenti hanno definito il gesto disperato ma necessario per attirare l'attenzione del governo, mentre un consigliere parrocchiale ha ipotizzato l'elezione di "leader" e persino carte d'identità per il nuovo "principato", richiamando il precedente della Principality of Sealand, un'ex piattaforma militare al largo dell'Inghilterra dichiarata territorio indipendente nel 1967. La ministra Lisa Nandy ha risposto di aver sentito la protesta, ricordando che il governo ha ereditato un forte arretrato nelle richieste di asilo e che gli sbarchi su piccole imbarcazioni sono diminuiti quest'estate per la prima volta dopo anni. Il caso illustra un problema comune a tutta Europa: la dislocazione territoriale dei centri di accoglienza, spesso decisa dai governi centrali senza un reale coinvolgimento delle comunità locali.
15/09/2026
Rassegna Italiana — Prima Pagina, Rai Radio 3
Petrolio vicino ai 110 dollari: la crisi energetica spinge inflazione e mercati
Massimo da quattro anni, scorte di gas europee sotto i livelli stagionali. I rendimenti dei bond USA superano il 5%: i mercati temono ricadute inflazionistiche durature.
Il prezzo del greggio ha sfiorato i 110 dollari al barile, nuovo massimo da quattro anni, mentre i prezzi del gas restano sotto stress soprattutto in Europa, dove le scorte — in particolare in Germania — non sono ai livelli previsti per la stagione. A pesare è un combinato di fattori: gli attacchi con droni ucraini alle raffinerie russe, che riducono l'offerta, e le tensioni nello stretto di Hormuz legate alla guerra in Yemen e alle incursioni degli alleati dell'Iran contro l'Arabia Saudita. Donald Trump ha annunciato sui social una tregua concordata con Mosca sugli obiettivi energetici, ma il Cremlino resta scettico e Zelensky cauto, anche perché l'impennata dei prezzi dipende da entrambi i conflitti e non solo da quello ucraino. Il Sole 24 Ore segnala che i rendimenti dei bond statunitensi hanno superato il 5%, segno che i mercati temono ricadute inflazionistiche durature. Sul Messaggero l'analista Roberto Amoruso avverte che le riserve di carburante sono ai minimi storici e che un ritorno a prezzi "normali" potrebbe richiedere anni e non mesi, guardando al 2028-2029: il diesel da solo pesa per quasi il 30% della domanda mondiale di petrolio, e l'autotrasporto ne consuma circa la metà. Il costo dell'energia è una delle leve del
tema 07, che su questo fa una distinzione utile proprio in giornate come questa: il prezzo del gas si forma sui mercati internazionali, il divario con gli altri paesi europei no. L'industria italiana paga l'elettricità molto più di quella spagnola pur comprando il gas sugli stessi mercati, e quel pezzo di bolletta si decide in Italia. Uno shock come questo alza il livello per tutti; il divario resta lì sotto quando i prezzi rientrano.
L'allarme globale sull'intelligenza artificiale: ONU, Cina, e i sospetti sulle Big Tech
Türk chiede regole per i sistemi "agentici". Per Carofiglio il salto decisivo non è da un'intelligenza inferiore a una superiore, ma da una che parla a una che agisce.
Il tema dominante delle prime pagine è il rischio posto dai sistemi di intelligenza artificiale più avanzati. All'Alto commissariato ONU per i diritti umani, Volker Türk ha chiesto un'azione urgente per governare i sistemi "agentici", capaci di eseguire autonomamente sequenze di operazioni: il timore è che possano interrompere comunicazioni, bloccare servizi essenziali, colpire infrastrutture critiche e accelerare gli attacchi informatici. Il tema arriverà la prossima settimana al Consiglio di sicurezza, in occasione dell'Assemblea generale di New York. In Cina il ministro della Sicurezza di Stato ha pubblicato un lungo articolo intitolato "costruire una barriera completa per la sicurezza dell'intelligenza artificiale", segno che la competizione geopolitica sui rischi si intreccia con la sicurezza nazionale. I commenti italiani si dividono sulle motivazioni di chi lancia l'allarme dall'interno del settore. Sul Riformista si osserva con sarcasmo che chi teme le proprie creature potrebbe semplicemente fermarsi, e che intanto "la trovata di marketing funziona"; su Libero Alessandro Sallusti scrive che chiudere la stalla quando i buoi sono scappati è inutile, perché il controllo del sapere è già passato dagli Stati alle multinazionali che possiedono gli algoritmi. Su La Stampa il giurista e scrittore Gianrico Carofiglio sposta l'attenzione dal rischio di una macchina che "odia" l'uomo a quello, più concreto, di un sistema molto capace a cui viene assegnato un obiettivo: per raggiungerlo gli servono risorse, deve superare ostacoli, ed evitare di essere spento diventa "un mezzo come un altro". Il salto decisivo, scrive, non è quello da un'intelligenza inferiore a una superiore alla nostra, ma quello da un'intelligenza che parla a una che agisce; da qui la proposta di riservare per legge una quota di decisioni non delegabili, anche quando delegarle darebbe risultati migliori, perché quella ridondanza ha un costo ma è il prezzo della libertà. Sul manifesto l'economista Emiliano Brancaccio legge invece gli allarmi come una mossa strategica: la concorrenza cinese spaventa i giganti americani, che chiedono insieme sostegno pubblico — tariffe elettriche agevolate, incentivi fiscali, autorizzazioni accelerate — e una regolamentazione dei modelli di frontiera che, alzando il costo d'ingresso, finirebbe per proteggerne la posizione. Sul Domani la politologa Nadia Urbinati sposta il discorso sulla sfera psicosociale della democrazia: la propaganda, storicamente un prodotto artigianale, è sempre più opera dell'IA, come mostrerebbe l'uso di immagini generate artificialmente nella campagna in Sassonia-Anhalt.
Spie russe hanno usato un'IA commerciale per colpire i produttori ucraini di droni
Il dato che colpisce è la scala: un'operazione che avrebbe richiesto una squadra di specialisti sarebbe stata coordinata da due soli operatori umani.
Servizi di intelligence russi hanno utilizzato agenti IA della piattaforma Claude di Anthropic per condurre attività di hackeraggio e reverse engineering contro le due principali aziende ucraine produttrici di droni, oltre che contro obiettivi di intelligence militare presso governi ucraini ed europei. La vicenda è stata resa nota dall'azienda stessa, che ha individuato e bloccato gli account coinvolti, ed è stata ripresa dalla stampa italiana. Il dato più significativo riguarda la scala dell'operazione: normalmente un attacco di questo tipo richiederebbe una squadra con più specialisti — ricognizione, phishing, sviluppo di malware, analisi dei dati sottratti — mentre l'uso di agenti autonomi avrebbe permesso di coordinare gran parte del lavoro con appena due operatori umani, con un vantaggio rilevante sui sistemi difensivi avversari. L'episodio viene citato negli approfondimenti di Prima Pagina come esempio concreto, e non più solo teorico, dei rischi di sicurezza legati alla diffusione di sistemi sempre più autonomi, e si intreccia con il dibattito sulla necessità di regole e di "interruttori di sicurezza" verificabili.
"NAZA", premio speciale della giuria a Venezia e crisi diplomatica con Israele
Venticinque minuti di applausi per il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor. Il ministro della Cultura israeliano chiede la revoca della cittadinanza ai registi.
Il documentario israeliano "NAZA", diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, ricostruisce attraverso le voci di soldati e membri dell'intelligence israeliana l'uso dell'intelligenza artificiale per selezionare obiettivi nei bombardamenti a Gaza. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto circa venticinque minuti di applausi e il premio speciale della giuria, il film ha scatenato una durissima reazione in Israele: il Consiglio del cinema ha aperto un'istruttoria e il ministro della Cultura ha chiesto al collega dell'Interno la revoca della cittadinanza ai due registi, accusati di tradimento dello Stato; l'esercito ha respinto le testimonianze raccolte nel film. Abraham ha raccontato di aver cancellato i propri profili social per paura e di ricevere quotidianamente minacce, dicendosi comunque intenzionato a far proiettare il film in Israele. L'uscita nelle sale italiane è prevista per tre giorni dal 28 settembre. I commenti italiani si dividono: sul Riformista, Claudio Verardi sostiene che solo raccontando la sofferenza di entrambe le parti si rompe la propaganda che disumanizza il nemico; su Il Foglio, Giulio Meotti legge invece il film come prova della vitalità democratica di Israele, unico Paese della regione in cui il dissenso può arrivare fino a un documentario sui crimini del proprio esercito senza essere represso.
Cisgiordania: un rapporto di B'Tselem denuncia un "progetto di eliminazione"
240 pagine dell'ONG israeliana per i diritti umani sull'azione combinata di esercito e coloni. Un reportage di Avvenire documenta l'uccisione di tre giovanissimi in un solo villaggio.
Un reportage di Avvenire da uno dei villaggi della Cisgiordania più colpiti da coloni e forze israeliane negli ultimi mesi documenta l'uccisione di alcuni giovanissimi: Fadi, diciassette anni, ucciso quaranta giorni fa; Khalil, sedici anni, e Sandy, diciannove — quest'ultimo colpito alla schiena mentre rincasava — uccisi insieme durante un'incursione di coloni appoggiata da soldati appostati sui tetti. Il reportage richiama un rapporto pubblicato il giorno precedente dall'organizzazione israeliana per i diritti umani B'Tselem: 240 pagine che descrivono quello che l'organizzazione definisce un vero e proprio "progetto di eliminazione" della presenza palestinese dalla Cisgiordania, condotto attraverso l'azione combinata dell'esercito e dei coloni. Nel dibattito pubblico italiano il tema si lega alle polemiche sul documentario "NAZA" e alla domanda se il livello di libertà d'espressione rivendicato in Israele trovi un corrispettivo nei diritti riconosciuti alla popolazione palestinese nei territori occupati.
Legittima difesa: tre proposte di legge e il caso del gioielliere Roggero
I giudici di Torino respingono il differimento della pena in attesa della grazia. Il testo più incisivo, di Borghi, renderebbe non punibile qualunque reazione immediata in casa o sul lavoro.
Torna d'attualità la riforma della legittima difesa, sullo sfondo del caso di Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato in via definitiva per aver ucciso due rapinatori che fuggivano dopo l'assalto alla sua gioielleria: non potendo invocare la legittima difesa contro persone in fuga, sconta la pena in carcere, e i suoi legali avevano chiesto il differimento e gli arresti domiciliari in attesa di una possibile grazia presidenziale. I giudici di Torino hanno respinto la richiesta, ritenendo che un differimento in quel momento sarebbe apparso come un'indebita ingerenza nelle prerogative del Capo dello Stato, e osservando che i giorni già scontati avvicinano comunque il condannato alla soglia utile per la liberazione. Sul tavolo del Parlamento ci sono tre disegni di legge che, con impostazioni diverse, vogliono ampliare le tutele per chi reagisce a un'aggressione: quello del forzista Maurizio Gasparri lega la sospensione condizionale della pena per rapina al risarcimento integrale della vittima; un secondo testo, di area Fratelli d'Italia, punta a limitare la responsabilità civile di chi reagisce nei confronti di chi si è messo deliberatamente in una situazione di pericolo per la vittima; il più incisivo, del leghista Claudio Borghi, introdurrebbe la non punibilità di qualunque reazione immediata a un'aggressione subita in casa o sul luogo di lavoro, indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati — una formula che diversi commentatori giudicano molto ampia.
Caso Ramy Elgaml: una perizia 3D mette in dubbio la versione dei carabinieri
La consulenza di parte civile sostiene che ci sarebbero state due deviazioni volontarie verso lo scooter. Sei carabinieri sono già indagati per depistaggio.
il manifesto pubblica una ricostruzione tridimensionale, realizzata da periti su incarico degli avvocati di parte civile e depositata in procura, sulla morte di Ramy Elgaml, il giovane di origine egiziana deceduto a Milano, nel quartiere Corvetto, nel novembre 2024 al termine di un inseguimento dei carabinieri. La versione ufficiale parla di uno scooter scivolato da solo durante la fuga; la nuova consulenza, basata sulle riprese di quella notte, sostiene invece che l'auto dei militari avrebbe compiuto due distinte deviazioni verso il mezzo, l'ultima delle quali lo avrebbe schiacciato contro un semaforo. Secondo l'avvocato della famiglia l'autopsia ricondurrebbe la morte allo schiacciamento e non alla caduta. Alla guida dello scooter c'era Fares Bouzidi, sopravvissuto; Ramy Elgaml viaggiava come passeggero. Sei carabinieri risultano già indagati per depistaggio. Il caso, in cui la fuga è stata giudicata resistenza a pubblico ufficiale, riapre il tema della responsabilità per la morte del ragazzo e alimenta il dibattito sull'uso della forza negli inseguimenti di polizia. Va detto che si tratta di una perizia di parte: altre consulenze depositate nello stesso procedimento arrivano a conclusioni opposte, e la valutazione spetta al giudice.
Legge elettorale al Senato, e tensioni nel campo largo sulla politica estera
Nel programma che il Movimento 5 Stelle presenta sabato compare il divieto di invio di armi all'Ucraina, punto contestato dal Partito Democratico.
Il Senato vota oggi sulla riforma della legge elettorale, con uno scontro sul numero di firme necessarie per la presentazione delle liste. Sul fronte dell'opposizione si registrano tensioni all'interno del cosiddetto "campo largo": nel programma che il Movimento 5 Stelle presenterà sabato compare la proposta di vietare l'invio di armi all'Ucraina, un punto contestato dal Partito Democratico e descritto da diversi retroscena come l'ennesimo terreno di frizione tra le anime della coalizione di centrosinistra.
"Mano disarmata" raccoglie 50.000 firme, e una voce diretta di Ansarallah
Una proposta di legge per una difesa civile senza armamenti. Il manifesto intervista un membro del comitato politico del movimento Houthi.
Avvenire dà conto di un'iniziativa dal basso, "Mano disarmata", che ha raccolto oltre 50.000 firme a sostegno di una proposta di legge per una difesa civile senza armamenti: un tema che, osserva il quotidiano, attraversa trasversalmente elettori di centrosinistra e di centrodestra. il manifesto pubblica invece un'intervista a un membro del comitato politico di Ansarallah, il movimento Houthi che in Yemen ha esteso il proprio controllo fino allo stretto di Bab el-Mandeb: una rara voce diretta di un attore che fino a poco tempo fa restava largamente sconosciuto all'opinione pubblica occidentale, nonostante il peso crescente che ha assunto sulla crisi energetica e sulle rotte commerciali del Golfo.
Rassegna Estera — BBC News
Regno Unito: la pensione statale verso un aumento di 488 sterline l'anno
Il "triple lock" la lega al valore più alto tra salari, inflazione e 2,5%. La Resolution Foundation: in vent'anni il tenore di vita dei pensionati è cresciuto tre volte più in fretta di quello di chi lavora.
Secondo nuovi dati ufficiali la pensione statale britannica dovrebbe aumentare da aprile di 488 sterline, arrivando a 13.036,40 sterline l'anno. In base al meccanismo del "triple lock" l'aumento annuo segue il valore più alto tra crescita salariale, inflazione e 2,5%: la crescita salariale media, bonus inclusi, si è attestata al 3,9% tra maggio e luglio, sopra l'inflazione al 2,9%. Il governo laburista ha confermato l'impegno a mantenere il meccanismo nonostante i costi crescenti legati all'aumento del numero di pensionati. Ruth Curtice, della Resolution Foundation, avverte però di un "effetto cricchetto" per cui il tenore di vita dei pensionati cresce più rapidamente di quello dei lavoratori attivi: negli ultimi vent'anni, sostiene, tre volte più in fretta. Il nuovo importo supererebbe inoltre la soglia esente da imposta di 12.570 sterline, rendendo la pensione soggetta a imposta sul reddito, anche se il governo assicura che chi vive della sola pensione statale non dovrà presentare la dichiarazione. La cifra definitiva sarà confermata dopo il dato sull'inflazione di settembre. Gli stessi dati mostrano un tasso di disoccupazione stabile al 4,9%, con un calo dei posti vacanti e degli occupati in busta paga. Il meccanismo è l'immagine speculare di quello di cui si occupa il
tema 06: il Regno Unito indicizza per legge la prestazione, l'Italia non indicizza gli scaglioni dell'imposta, e in entrambi i casi la domanda è la stessa — chi è protetto dall'inflazione per legge e chi no. La pagina mette oggi dipendenti e pensionati dalla stessa parte, come vittime comuni del fiscal drag; l'osservazione della Resolution Foundation apre una domanda distributiva diversa, che meriterebbe il dato italiano prima di poterla fare nostra.
Trump: gli allarmi sulla sicurezza dell'IA sono "una bufala"
Convergenza insolita a Washington: Steve Bannon e Bernie Sanders allo stesso evento per chiedere una revisione delle politiche sull'IA.
Donald Trump ha definito una "bufala" i timori sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale, paragonandoli al "Global Warming Scam" e sostenendo che l'unica regola necessaria sia avere "un presidente forte e intelligente"; dietro le richieste di regole si nasconderebbe, a suo dire, una cospirazione a vantaggio di Pechino. Le dichiarazioni arrivano dopo che Jack Clark, cofondatore di Anthropic, ha detto alla BBC che un "interruttore di emergenza" verificabile da terze parti potrebbe dover diventare obbligatorio per il settore, e dopo giorni di allarmi lanciati da dirigenti e ricercatori di diverse aziende, che hanno contribuito a un calo in borsa dei titoli tecnologici. Microsoft AI ha intanto pubblicato un documento guida su una "IA umanista", e l'amministratore delegato Mustafa Suleyman ha detto che i tempi di pubblicazione riflettono il dibattito in corso. La stampa cinese ha colto l'occasione per accusare Washington di lasciarsi guidare dall'ansia verso i progressi cinesi. Da segnalare un'insolita convergenza politica: l'ex stratega di Trump Steve Bannon e il senatore progressista Bernie Sanders parteciperanno allo stesso evento a Washington, la "Pro-Human Assembly", per chiedere una revisione delle politiche sull'IA; Sanders ha parlato di un rischio esistenziale per l'umanità.
Regno Unito: la maxi-donazione a Reform riaccende il dibattito sul finanziamento ai partiti
Oggi non esiste alcun tetto per chi è iscritto alle liste elettorali, anche se residente all'estero. Il governo prepara un limite di 100.000 sterline l'anno, retroattivo a marzo.
La donazione da 72 milioni di sterline versata a Reform UK da due miliardari delle criptovalute, Ben Delo e Christopher Harborne, ha riacceso a Westminster il dibattito su come debbano essere finanziati i partiti politici britannici. Attualmente non esiste un tetto ai contributi versati da chiunque sia iscritto alle liste elettorali del Regno Unito, anche se residente all'estero; il governo prepara però da mesi una norma che limiterebbe a 100.000 sterline l'anno le donazioni dei cittadini britannici residenti fuori dal Paese, retroattiva al 25 marzo scorso, sulla base delle raccomandazioni di una revisione indipendente. Restano da definire i criteri di residenza che determinerebbero chi rientra nel limite. Il leader di Reform, Nigel Farage, sostiene che le due donazioni siano pienamente conformi alla legge attuale e contesta la logica della retroattività; il governo, tramite la ministra Baroness Taylor, ribatte che chi rientra dall'estero per donare senza limiti dovrà dimostrare "un legame genuino e continuativo" con il Regno Unito. Farage ha minacciato, in caso di vittoria elettorale, di tagliare i finanziamenti pubblici ai sindacati se il governo andrà avanti con la stretta.
Gli Stati Uniti confermano per la prima volta di aver schierato un'arma nello spazio
Il trattato del 1967 vieta le armi di distruzione di massa in orbita, ma non altre forme di interferenza sui satelliti.
Il segretario dell'Aeronautica statunitense, Troy Meink, ha confermato per la prima volta pubblicamente che gli Stati Uniti hanno schierato in orbita un'arma, descritta come necessaria a proteggere le forze americane da "minacce in evoluzione", senza specificarne le capacità né la data di attivazione. La dichiarazione arriva mentre i vertici militari statunitensi rafforzano le capacità nello spazio, citando i programmi russi e cinesi pensati per colpire e disturbare i satelliti americani in un futuro conflitto; l'amministrazione considera le capacità spaziali una componente chiave del sistema di difesa missilistica "Golden Dome". Un trattato del 1967 vieta le armi di distruzione di massa in orbita, ma non altre forme di interferenza sui satelliti altrui: a febbraio erano già emerse notizie secondo cui satelliti russi avrebbero intercettato dal 2022 le comunicazioni di almeno una dozzina di satelliti europei.
Emmy Awards: doppia vittoria storica per Matthew Rhys
Primo interprete a vincere in una sola serata due premi da protagonista. "The Pitt" si aggiudica la miglior serie drammatica.
L'attore gallese Matthew Rhys è entrato nella storia degli Emmy Awards come primo interprete a vincere in una sola serata due premi da protagonista: miglior attore in una miniserie per "The Beast in Me" e miglior attore in una commedia per "Widow's Bay", dedicando il riconoscimento "alla grande e buona gente del Galles". Tra gli altri premiati, Jean Smart e Allison Janney hanno eguagliato il record di vittorie recitative agli Emmy, mentre "The Pitt" — la serie sul pronto soccorso arrivata con 25 candidature — si è aggiudicata il premio per la miglior serie drammatica, e Rhea Seehorn ha vinto il suo primo Emmy per "Pluribus". La cerimonia ha incluso un tributo a Dolly Parton e un premio umanitario a Michael J. Fox.
14/09/2026
Rassegna Italiana — Prima Pagina, Rai Radio 3
Drone russo su un treno al confine con la Polonia, poco dopo il passaggio di una delegazione europea
Colpita la stazione di Yahodyn, a due chilometri dal valico di Dorohusk. Nessun ferito: i passeggeri erano stati evacuati pochi minuti prima. Tusk convoca una riunione d'emergenza.
Un drone russo ha colpito nella notte la locomotiva di un convoglio fermo alla stazione di Yahodyn, in Ucraina, a due chilometri dal valico polacco di Dorohusk, incendiando anche una vicina stazione di servizio. Nessun ferito: i circa 200 passeggeri erano stati fatti evacuare una quindicina di minuti prima. Sulla stessa linea era transitato poco prima il convoglio che riportava dalla conferenza di Kiev l'ex premier britannico Boris Johnson e una delegazione di consiglieri per la sicurezza di Regno Unito, Francia, Germania e Italia — per l'Italia il consigliere diplomatico di Giorgia Meloni, Fabrizio Saggio. L'ex capo della CIA David Petraeus, che si trovava in un altro convoglio fermo nella stessa stazione, ha definito l'episodio "terrificante"; il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha lo ha descritto come il modo di Putin per far bussare il proprio terrore alle porte di Unione Europea e NATO, chiedendo nuove sanzioni. Mosca ha giustificato il raid come un colpo a infrastrutture usate per il trasporto di armi verso Kiev, mentre il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha confermato la possibilità di incontri trilaterali Russia-Ucraina-Stati Uniti in ottobre. Il premier polacco Donald Tusk ha convocato una riunione d'emergenza parlando di azioni russe sempre più vicine al confine. L'episodio si inserisce in una serie recente di attacchi contro treni, depositi ferroviari e valichi, e rilancia le richieste ucraine di nuovi sistemi di difesa aerea.
Svezia: il centrosinistra avanti per pochissimi seggi, arretra l'estrema destra
I Democratici svedesi scendono dal 20,5% al 17,7%. Andersson ha riportato al centro welfare e sicurezza sociale, avvicinandosi però alla destra su immigrazione e asilo.
Con lo spoglio arrivato oltre l'80%, il blocco di centrosinistra guidato dai socialdemocratici di Magdalena Andersson risulta in vantaggio per pochissimi seggi (175 a 174 nella rilevazione riportata, dato ancora provvisorio) sulla coalizione di centrodestra uscente guidata dal premier Ulf Kristersson. I socialdemocratici restano il primo partito con il 28%, pur perdendo due punti. Il dato più significativo riguarda però i Democratici svedesi, il partito di estrema destra che sosteneva dall'esterno il governo Kristersson: dal 20,5% di quattro anni fa scendono al 17,7%. Per gli analisti pesa la scelta di campagna di Andersson, che ha riportato al centro i temi del welfare e della sicurezza sociale avvicinandosi però anche su immigrazione e asilo a posizioni più restrittive, già proprie della destra e vicine alla linea adottata in Danimarca da Mette Frederiksen. Il dibattito pubblico svedese, notano i commentatori, resta comunque fortemente condizionato dalle posizioni dei Democratici svedesi sull'immigrazione, nonostante l'arretramento elettorale. Il voto viene letto in Europa come un primo, cauto segnale di frenata delle destre radicali dopo l'exploit di AfD in Sassonia-Anhalt della settimana precedente.
Manovra: Giorgetti annuncia un bonus prima casa e misure sugli stipendi
Le linee della prossima legge di bilancio arrivano mentre la Festa dell'Unità si chiude con Schlein che si dice pronta al voto "il prima possibile".
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato le linee principali della prossima legge di bilancio, con interventi su un bonus per l'acquisto della prima casa e su misure per la crescita degli stipendi. L'annuncio, ripreso in prima pagina da diversi quotidiani, si inserisce nel dibattito sulla manovra, chiamata a bilanciare il sostegno al potere d'acquisto con i vincoli di finanza pubblica europei. Si intreccia con la fase politica aperta dalla chiusura della Festa dell'Unità: la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha rivendicato nel discorso conclusivo la linea del partito e si è detta pronta al voto "il prima possibile", passaggio che da Repubblica al Domani viene letto come una sfida aperta sia a Giorgia Meloni sia al leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che alla festa organizzata dal Fatto Quotidiano ha insistito sulla linea contraria all'invio di armi a Kiev. Sul fronte del centrodestra, il Domani segnala le riflessioni interne sulla legge elettorale, in discussione nei prossimi giorni in Parlamento. Sulle "misure per la crescita degli stipendi" vale la distinzione su cui insiste il
tema 06: lo Stato non decide le retribuzioni lorde, decide quanto ne resta in busta paga. Finché gli scaglioni IRPEF non sono indicizzati, ogni aumento nominale riporta indietro una parte di sé sotto forma di imposta più alta — ed è la ragione per cui il tema chiede di indicizzare l'imposta, non le retribuzioni.
Edilizia scolastica: 4 scuole nuove completate su 206 progetti finanziati
L'analisi di Legambiente sui fondi PNRR: l'1,9% del totale, a fronte di 11,65 miliardi stanziati per 9.500 interventi. E al Nord gli importi medi realizzati sono più alti che al Sud.
Il Sole 24 Ore dedica un ampio approfondimento, in coincidenza con la riapertura delle scuole, allo stato dell'edilizia scolastica. Un'analisi di Legambiente sui fondi del PNRR segnala risultati modesti rispetto alle attese: su 206 progetti finanziati per la costruzione di nuove scuole ne risultano completati 4, l'1,9% del totale, a fronte di 11,65 miliardi di euro stanziati per 9.500 interventi complessivi. Il rapporto evidenzia inoltre un divario territoriale che si allarga invece di chiudersi: al Sud sono stati assegnati più fondi, ma al Nord gli interventi realizzati hanno avuto importi medi superiori. Restano scoperti anche i servizi complementari, dallo scuolabus, presente in circa un istituto su due, alla mensa, garantita nel 90% delle scuole del Nord e nel 26% di quelle nelle isole. È il cuore della quinta leva del
tema 07, che non si chiama "revisione della spesa" proprio per questo: qui il problema non è quanto si stanzia ma quanto arriva a terra, e la scuola è tra le voci che il tema dichiara fuori da ogni ipotesi di taglio. Undici miliardi già stanziati che producono quattro edifici sono il caso da manuale della differenza tra spendere meno e spendere meglio.
Il decreto Valditara: italiano obbligatorio per i genitori e tetto del 30% per classe
Il ministro dà attuazione agli annunci di inizio anno. La soglia era già prevista da una circolare del 2010, rimasta sulla carta.
Sempre il Sole 24 Ore anticipa i contenuti di un decreto legge atteso a breve in Consiglio dei ministri, con cui il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara intende dare attuazione ad alcuni annunci fatti a inizio anno scolastico: corsi di italiano obbligatori per i genitori di studenti stranieri in difficoltà scolastica e un tetto del 30% di alunni con background migratorio per classe, soglia già prevista da una circolare del 2010 ma finora rimasta sulla carta. La misura tocca il punto che il
tema 05 mette al centro del problema: il rischio vero, quando la gestione fallisce, non sono i flussi ma il limite di accoglienza e integrazione — e la pagina porta come esempio le banlieue parigine, cioè la segregazione che si forma quando quel limite viene ignorato. La classe scolastica è il primo posto in cui quel limite si misura davvero, ed è anche il primo in cui un tetto non risolve niente da solo: dipende da dove si redistribuisce e con quali risorse.
Vertice BRICS a New Delhi: Cina e India si offrono come mediatori sull'Ucraina
Pechino propone anche una zona di IA a modelli open source riservata agli undici paesi membri.
Al summit dei BRICS conclusosi a New Delhi, il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha riferito che Xi Jinping e Narendra Modi avrebbero proposto a Vladimir Putin un ruolo di mediazione tra Mosca e Kiev. Non è la prima volta che Pechino avanza questa disponibilità, già offerta nel 2022, ma finora il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non vi ha mai creduto davvero, ritenendo che gli unici interlocutori utili restino gli Stati Uniti, mentre i paesi europei sono considerati sostenitori e non mediatori. Nello stesso vertice la Cina ha proposto la creazione di una zona di intelligenza artificiale a modelli open source riservata agli undici paesi membri: una mossa che gli analisti leggono come un tentativo di rafforzare l'influenza cinese nella competizione globale sull'IA, offrendo tecnologie accessibili e modificabili in alternativa ai modelli chiusi delle aziende occidentali.
Intelligenza artificiale: l'appello a rallentare e il muro di Trump
Gli editorialisti italiani restano scettici: per Ferrazza la corsa è ormai un'infrastruttura industriale troppo costosa per fermarsi.
Il dibattito sui rischi dell'intelligenza artificiale ha dominato le prime pagine. Il saggio in cui l'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei invita a rallentare lo sviluppo delle capacità dei modelli, sostenendo che il settore rischia di superare la propria capacità di controllo, è stato ripreso con toni diversi da Elon Musk e Sam Altman. Donald Trump, intervenendo da un evento in Irlanda, ha respinto l'idea di un rallentamento bollando chi lo invoca come parte di un fronte "catastrofista": per il presidente americano gli Stati Uniti sono il paese più avanzato del settore e devono restare tali nella competizione con la Cina. Diversi editorialisti italiani si mostrano scettici sulla sincerità di un allarme lanciato dalle stesse aziende che sviluppano la tecnologia: su Repubblica Federico Ferrazza osserva che le grandi società tecnologiche non competono per vendere un prodotto ma per non perdere un primato, e che la corsa è ormai un'infrastruttura industriale troppo costosa per potersi fermare; sul Foglio Andrea Venanzoni parla di "catastrofismi e poche proposte concrete", ipotizzando che dietro l'appello ci sia anche l'interesse dell'azienda in vista di una possibile quotazione in borsa e il tentativo di frenare la diffusione dei modelli open source sviluppati in Cina.
Francia: la rentrée di Marine Le Pen verso le presidenziali
Comizio nel nord davanti a circa duemila persone, con il costo della vita e la casa al centro. Proposta di ridurre l'IVA sull'energia dal 20% al 5,5%.
Marine Le Pen è tornata a parlare in pubblico con un comizio nel nord della Francia, davanti a circa duemila sostenitori, in quella che i giornali descrivono come la sua rentrée politica dopo mesi in cui l'attenzione mediatica si era spostata sul presidente del Rassemblement National, Jordan Bardella. Il ritorno in campo della leader, che in appello ha recuperato la possibilità di candidarsi dopo la condanna che l'aveva resa temporaneamente ineleggibile, ristabilisce le gerarchie interne al partito in vista delle presidenziali. Nel discorso Le Pen ha scelto di concentrarsi sul costo della vita, rivendicando di essere stata la prima a porre la questione al centro del dibattito pubblico e rilanciando la proposta di ridurre l'IVA sull'energia dal 20% al 5,5%. Il cuore dell'intervento è stato però dedicato alla casa: contrasto all'occupazione abusiva degli immobili, revisione di alcune restrizioni legate alla classificazione energetica degli edifici, e il principio della "priorità nazionale" nell'accesso all'edilizia abitativa e ad alcune prestazioni sociali per i soli cittadini francesi.
Germania: le chiese di Sassonia-Anhalt trasferiscono i migranti in asilo ecclesiastico
Un gesto definito senza precedenti, deciso in segreto: AfD ha annunciato di non voler più riconoscere il Kirchenasyl.
Dopo la vittoria di AfD alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, le chiese della regione hanno iniziato a trasferire in altri Länder i migranti che beneficiano dell'asilo ecclesiastico (Kirchenasyl), la prassi con cui gli edifici religiosi ospitano e proteggono chi rischia l'espulsione. Un gesto definito senza precedenti dagli osservatori, deciso in gran segreto per non creare allarme e reso pubblico solo ora che il rischio è diventato concreto. Il timore dei vescovi è che un governo regionale a guida dell'estrema destra, che nel proprio programma ha annunciato di non voler più riconoscere l'asilo ecclesiastico, possa autorizzare interventi delle forze dell'ordine. Un vescovo, citato in forma anonima per proteggere le persone coinvolte, ha dichiarato che dopo l'insediamento del nuovo governo regionale "potremmo ritrovarci la polizia alle porte". L'episodio viene letto dalla stampa italiana come un segnale delle preoccupazioni che l'avanzata dell'estrema destra sta suscitando anche tra le istituzioni religiose tedesche.
L'impronta ambientale delle guerre: il 5,5% delle emissioni globali
Se il comparto militare-bellico fosse uno Stato sarebbe tra i primi cinque emettitori al mondo. Torna la proposta del reato di ecocidio.
Un approfondimento del Sole 24 Ore ricostruisce l'impatto ambientale dei conflitti armati, passati e presenti: dall'Ucraina a Gaza, dalla guerra del Golfo alle tensioni nello Stretto di Hormuz. Secondo i dati citati nell'articolo, le guerre e il comparto militare nel suo complesso sarebbero responsabili di circa il 5,5% delle emissioni globali di gas serra: una quota che, se il settore fosse un singolo Stato, lo collocherebbe tra i primi cinque emettitori al mondo. Al danno diretto si sommano gli effetti di lungo periodo su suolo, acque e agricoltura, visibili per decenni dopo la fine delle ostilità, come mostrano i casi di Sarajevo, dei Balcani e delle guerre del Golfo. L'articolo richiama la proposta, sostenuta da tempo da parte della comunità scientifica e giuridica internazionale, di introdurre il reato di ecocidio come crimine autonomo nello Statuto di Roma della Corte penale internazionale, in modo da poter perseguire anche i danni ambientali causati dai conflitti armati, finora sostanzialmente esclusi dal diritto penale internazionale.
Gaza: un'inchiesta di Mediapart sulla densità abitativa nella Striscia
L'esercito israeliano controlla oggi il 65% del territorio contro il 53% di un anno fa; circa due milioni di persone su 125 chilometri quadrati.
Un'inchiesta del media francese Mediapart, ripresa dal Fatto Quotidiano, documenta l'aumento della densità abitativa nella Striscia di Gaza: l'esercito israeliano, che un anno fa occupava il 53% del territorio dell'enclave, ne controlla oggi il 65%, senza segnali di un ritiro imminente. Il risultato è che circa due milioni di persone risultano concentrate in un'area di 125 chilometri quadrati, con una densità stimata di 16.800 abitanti per chilometro quadrato. L'inchiesta descrive le condizioni materiali della popolazione civile: accampamenti di tende, scarsità di rifugi adeguati, accesso all'acqua fortemente limitato, infrastrutture sanitarie e reti fognarie pressoché assenti. Il dossier si inserisce nel più ampio dibattito internazionale sulle condizioni umanitarie nella Striscia, in un contesto in cui le organizzazioni internazionali continuano a denunciare la difficoltà di far arrivare aiuti sufficienti, mentre prosegue il confronto diplomatico sulle prospettive di un cessate il fuoco e di una fase di ricostruzione.
A Mantova il dialogo tra Gino Cecchettin e Gisèle Pelicot
Due vicende personali diventate impegno civile, mentre è in discussione il protocollo educativo della Fondazione Cecchettin nelle scuole.
Al Festival della Letteratura di Mantova si sono incontrati Gino Cecchettin, padre di Giulia Cecchettin, e Gisèle Pelicot, la donna francese la cui vicenda giudiziaria ha avuto larga eco internazionale. Repubblica racconta il loro dialogo pubblico, incentrato su come le rispettive esperienze personali li abbiano portati a un impegno civile sul tema della violenza di genere. L'incontro arriva in un momento di tensione politica sul protocollo educativo attivato nelle scuole dalla Fondazione Cecchettin, nato per promuovere percorsi di educazione affettiva e al rispetto tra i più giovani: l'organizzazione giovanile di Fratelli d'Italia, Gioventù Nazionale, ha chiesto al ministero dell'Istruzione di interromperlo, definendolo espressione di un'agenda ideologica. La vicenda si intreccia così con il dibattito sui contenuti del prossimo decreto scuola.
Stati Uniti: i midterm di novembre e il ruolo crescente dell'ICE
Reclutamento accelerato e raggio d'azione ampliato, fino a un possibile ruolo di sorveglianza nei seggi.
Un reportage del Domani firmato da Mattia Ferraresi ricostruisce il ruolo crescente che l'agenzia federale per l'immigrazione e le dogane (ICE) rischia di giocare in vista delle elezioni di midterm previste a inizio novembre negli Stati Uniti. Secondo l'articolo, l'agenzia ha accelerato il reclutamento di nuovo personale, spesso con minore esperienza, ampliando il proprio raggio d'azione oltre i controlli sull'immigrazione tradizionalmente di sua competenza, fino a includere un possibile ruolo di sorveglianza nei seggi elettorali. Il tema si somma alle altre notizie che arrivano dagli Stati Uniti in questi giorni, dalla posizione dell'amministrazione sull'intelligenza artificiale ai rapporti con la Cina, in un quadro che diversi osservatori internazionali seguono con attenzione crescente alla vigilia di un appuntamento considerato decisivo per gli equilibri di potere a Washington.
Rassegna Estera — BBC News
Il Parlamento britannico chiede una legge sull'IA e i diritti umani
La Joint Committee on Human Rights: nessun paese ha oggi un approccio regolatorio adeguato. Proposto un organismo indipendente con obblighi graduati per livello di rischio.
Un gruppo trasversale di deputati e Lord del Parlamento britannico, riuniti nella Joint Committee on Human Rights, ha pubblicato un rapporto in cui chiede una legge dedicata specificamente ai rischi che l'intelligenza artificiale pone per i diritti umani, sostenendo che l'attuale quadro normativo, nel Regno Unito come altrove, non sia adeguato alla scala del problema. Il presidente della commissione, il deputato laburista Alex Sobel, ha dichiarato che nessun paese al mondo dispone oggi di un approccio regolatorio realmente adatto allo scopo. Il rapporto cita, tra gli abusi già registrati, l'uso dell'IA per creare immagini sessualizzate di donne e minori e la scansione di volti senza consenso, e propone la creazione di un organismo indipendente di supervisione con obblighi differenziati in base al livello di rischio, fino al divieto assoluto per alcuni usi ritenuti incompatibili con i diritti fondamentali. Il documento arriva mentre cresce la preoccupazione pubblica sul tema, alimentata anche dall'appello di Dario Amodei e dalla testimonianza dell'ex ricercatore Jacob Coxon.
Inghilterra: via il fritto dalle mense scolastiche, la riforma più ampia in dieci anni
Dal 2027 niente cibo fritto in olio, dolci al massimo due volte a settimana, carni processate una. Standard nutrizionali anche per i club di colazione.
Il governo britannico ha annunciato la più ampia revisione degli standard alimentari nelle mense scolastiche d'Inghilterra degli ultimi dieci anni. Dal 2027 sarà vietato il cibo fritto in olio, che dovrà essere sostituito da preparazioni al forno; i dolci passeranno da presenza quotidiana a un massimo di due volte a settimana nelle scuole secondarie e una nelle primarie, sempre accompagnati da una porzione di frutta; le carni processate come salsicce, prosciutto e nugget di pollo saranno servite al massimo una volta a settimana. Aumenteranno fibre e cereali integrali, sarà introdotto un tetto agli zuccheri nei cereali da colazione, e anche i nuovi club di colazione scolastica, in forte espansione, dovranno rispettare per la prima volta standard nutrizionali. La ministra dell'Istruzione Lucy Powell ha parlato di un cambiamento "irripetibile", mentre l'associazione dei presidi ha accolto con favore la riforma chiedendo però che non si traduca in un ulteriore onere burocratico per scuole già impegnate a garantire pasti sani con le risorse esistenti. La misura si intreccia con l'espansione dei pasti gratuiti per le famiglie che ricevono l'Universal Credit.
Coventry: undici anni di chemioterapia per un tumore mai avuto
Oltre 40 pazienti hanno avviato un'azione legale contro il Trust. Una revisione preliminare parla di cicli prolungati "con scarsa o nessuna evidenza di beneficio".
La BBC racconta il caso di Becky Jones, oggi 34enne, a cui nel 2012, a 21 anni, fu diagnosticato un glioblastoma di grado quattro — una delle forme più aggressive di tumore cerebrale — da un consulente oncologo dell'ospedale universitario di Coventry, prima ancora che fossero disponibili i risultati della biopsia. Ne seguirono undici anni di chemioterapia con un farmaco orale, ben oltre i sei mesi indicati dalle linee guida cliniche, con pesanti effetti collaterali. Solo nel 2025, nell'ambito di una revisione dei casi seguiti da quel consulente, oggi in pensione, Jones ha scoperto di non aver mai avuto un tumore ma un'infiammazione cerebrale curabile con cortisone. Il suo è uno di oltre 40 casi di pazienti che stanno intentando un'azione legale contro la University Hospitals Coventry and Warwickshire NHS Trust per trattamenti chemioterapici prolungati o non necessari. Una revisione preliminare del Royal College of Physicians ha rilevato che i pazienti dell'ospedale ricevevano sistematicamente cicli prolungati del farmaco "con scarsa o nessuna evidenza di beneficio", parlando di un tradimento della fiducia dei pazienti. Il Trust ha dichiarato di aver introdotto controlli più rigorosi sulla prescrizione.
"The Pitt", 25 candidature agli Emmy e il plauso dei medici veri
I professionisti sanitari la considerano il ritratto più realistico mai fatto di un pronto soccorso: carenza cronica di spazi e personale inclusa.
La serie televisiva The Pitt, ambientata nel pronto soccorso di un ospedale immaginario di Pittsburgh, arriva agli Emmy Awards con 25 candidature, la cifra più alta dell'edizione. A renderla un caso, secondo la BBC, è il consenso raccolto tra i professionisti sanitari reali, che la considerano il ritratto più realistico mai realizzato del lavoro in un pronto soccorso: corridoi affollati di barelle, personale sotto pressione costante, scelte etiche difficili raccontate senza edulcorazioni. Il protagonista, il dottor Robby interpretato da Noah Wyle — già noto per ER — è anche produttore esecutivo e fa parte del team di sceneggiatura, che include medici qualificati. Diversi medici britannici del servizio sanitario nazionale hanno raccontato alla BBC di riconoscersi nelle dinamiche mostrate, in particolare nella cronica carenza di spazi e personale rispetto alla domanda di cura, un problema che definiscono comune ai pronto soccorso di tutto il mondo.
12/09/2026
Rassegna Italiana — Prima Pagina, Rai Radio 3
È morta Emma Bonino, storica leader radicale
Aveva 78 anni. Dall'autodenuncia del 1975 alla Commissione europea e alla Farnesina, i giornali ne leggono l'eredità come una politica dei diritti condotta senza sconti.
La notizia domina le prime pagine di quasi tutti i quotidiani: il Corriere della Sera le dedica otto pagine e diverse interviste, tra cui quelle a tre ex presidenti del Consiglio — Romano Prodi, Mario Monti ed Enrico Letta. Bonino entrò nella scena pubblica nel gennaio 1975, quando si autodenunciò come membro del Centro di Informazione sulla Sterilizzazione e sull'Aborto per aver aiutato donne ad abortire in condizioni sicure: un gesto di rottura che aprì un percorso fatto di disobbedienza civile e anticonformismo. Deputata dal 1976, la vicinanza a Marco Pannella ne temperò nel tempo l'irruenza con un crescente senso delle istituzioni, e il suo impegno si spostò sul piano internazionale: la battaglia contro le mutilazioni genitali femminili, la moratoria sulla pena di morte, il contributo — attraverso la mobilitazione dal basso dei radicali — alla nascita della Corte penale internazionale dell'Aia. Commissaria europea dal 1995, poi ministra del Commercio estero e degli Esteri nei governi Prodi e Letta. Commentatori di orientamento opposto, dal Domani al Corriere, dalla Stampa a Repubblica, ne leggono l'eredità nella stessa direzione: una politica dei diritti condotta senza sconti, che parla insieme al movimento femminista e alla cultura liberale ed europeista italiana.
Manovra: la flat tax verso la soglia dei 100.000 euro
Il Sole 24 Ore apre sull'innalzamento della soglia di reddito entro cui si applica l'imposta piatta. In discussione anche l'estensione degli sconti IRPEF.
Il Sole 24 Ore apre sulla proposta di portare a 100.000 euro la soglia di reddito entro cui si applica la flat tax: una misura che riguarderebbe ancora una fetta relativamente limitata di contribuenti, ma che segnala la volontà del governo di ampliarne progressivamente la platea nell'ambito di una legge di bilancio pre-elettorale. Lo stesso giornale segnala che sono 38 i progetti per l'estrazione di petrolio e gas in Italia in attesa del via libera delle Regioni, tema che intreccia sicurezza energetica nazionale e competenze locali in materia ambientale. Sullo sfondo resta il cantiere della manovra, dove si discute anche dell'estensione degli sconti IRPEF, in un negoziato interno alla maggioranza condizionato dalle scadenze elettorali. La soglia della flat tax tocca il punto di cui si occupa il
tema 06: la stessa cifra di reddito paga in modo molto diverso a seconda di come è prodotta, e il lavoro dipendente è il regime che resta interamente dentro la progressività dell'IRPEF. Il tema chiede di indicizzare gli scaglioni per fermare il drenaggio fiscale su quei redditi; qui la discussione parlamentare va nella direzione opposta, allargando l'area che dalla progressività esce.
Ex Ilva: confermato lo spegnimento dell'area a caldo di Taranto
La Corte d'appello respinge il ricorso: stop entro il 28 ottobre. Il manifesto parla di "addio all'acciaio italiano" e di migliaia di licenziamenti nell'indotto.
Dal manifesto ad Avvenire, dal Fatto Quotidiano a Libero, i giornali riportano la decisione della magistratura di respingere il ricorso sull'ex Ilva, che apre la strada allo spegnimento dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto entro il 28 ottobre. Il manifesto parla di "addio all'acciaio italiano" e sottolinea come la chiusura comporterà migliaia di licenziamenti nell'indotto, in un epilogo tutt'altro che imprevisto dopo anni di rinvii tra azienda, governo e magistratura; nel commento di Salvatore Romeo la vicenda diventa il caso di "un inutile controllo, la paralisi dello Stato". Su Avvenire Leonardo Becchetti la legge invece in chiave di politica industriale, mettendo in discussione la tenuta del modello di transizione verde per un settore che pesa da decenni sull'economia del Mezzogiorno. La vertenza Ilva è da anni il caso simbolo dello scontro tra tutela ambientale, occupazione e strategia industriale nazionale, e la sua conclusione avrà ricadute dirette sull'indotto locale e sul dibattito in vista della legge di bilancio.
Legge elettorale: scontro in Aula su firme e liste
Il Riformista descrive proroghe e accordi trasversali sulla conferma dei leader in cambio di seggi, con dubbi su un voto anticipato in aprile.
Il Corriere della Sera apre sul dibattito parlamentare relativo alla riforma della legge elettorale, con uno scontro in Aula sulle norme che riguardano la raccolta delle firme e la presentazione delle liste. Sul tema si confrontano due letture opposte: Carlo Verdelli osserva come le "tute blu" — la classe operaia sempre più impoverita — si stiano spostando verso destra, sedotte da chi ne indica un colpevole nelle "élite", mentre Goffredo Buccini parla di un "errore di svilire chi vota", mettendo in guardia contro la retorica che delegittima le scelte dell'elettorato. Il Riformista descrive dal canto suo un contesto di proroghe e accordi trasversali tra centrodestra e centrosinistra sulla conferma dei leader di partito in cambio di seggi, alimentando i dubbi su un possibile voto anticipato in aprile. La partita sulla legge elettorale si intreccia così con gli equilibri interni ai partiti e con lo scenario di una legislatura che potrebbe interrompersi prima della scadenza naturale.
Germania: Ricolfi legge l'avanzata di AfD in Sassonia-Anhalt
Primo partito con il 44%, possibile alleanza con la BSW di Wagenknecht. Per il politologo è una "domanda di protezione" che nasce quando insicurezza economica e sociale si combinano.
Sul Messaggero, il politologo Luca Ricolfi analizza la vittoria di Alternative für Deutschland alle elezioni in Sassonia-Anhalt, dove il partito ha raccolto secondo la sua ricostruzione il 44% dei consensi, diventando il primo partito e aprendo scenari di alleanza con la BSW di Sahra Wagenknecht, formazione di sinistra ma contraria all'immigrazione: una convergenza che potrebbe portare AfD a entrare per la prima volta in un governo regionale nell'ex Germania Est. Ricolfi respinge le letture più allarmistiche — quelle che parlano di neonazismo o di "buio sopra Berlino" — giudicandole controproducenti perché impediscono di comprendere il fenomeno, ma critica anche chi scarica la responsabilità sull'establishment europeo. Per l'editorialista l'avanzata delle destre populiste è parte di un fenomeno più ampio, esploso dopo la crisi finanziaria del 2007-2008: una "domanda di protezione" che si attiva quando insicurezza economica e sociale si combinano, come accaduto con la crisi e più di recente con la guerra in Ucraina. Il fatto che i populismi crescano anche fuori dall'Unione europea — negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Norvegia e in Svizzera — dimostrerebbe che la responsabilità non può essere attribuita soltanto a Bruxelles: il nodo vero, conclude, è che le democrazie occidentali faticano ovunque a gestire in modo soddisfacente la questione migratoria. Giorgia Meloni, in un discorso ripreso da più quotidiani, ha commentato l'esito tedesco affermando che "l'Italia è diversa" e non va paragonata alle dinamiche politiche di altri paesi europei.
Giovani, social media e finanza speculativa: l'allarme delle autorità europee
L'ESMA segnala piattaforme di trading simili al gioco d'azzardo; per la BaFin il 60% dei giovani utenti dei social considera gli influencer finanziari un'alternativa alla consulenza.
il manifesto dedica un approfondimento al crescente coinvolgimento dei più giovani nella finanza speculativa, citando un allarme dell'autorità europea ESMA sul rischio che le piattaforme di trading offrano ambienti simili al gioco d'azzardo, e la dichiarazione di un dirigente dell'autorità tedesca BaFin secondo cui circa il 60% dei giovani utenti dei social considera gli influencer finanziari un'alternativa valida alla consulenza tradizionale. Una ricerca del CFA Institute citata nel pezzo mostra che il 56% dei giovani americani tra 18 e 25 anni possiede già qualche investimento, spesso in criptovalute o singole azioni, informandosi soprattutto tramite YouTube e i social network. L'articolo collega questi dati a una tendenza più ampia: il tentativo del settore finanziario di coinvolgere i cittadini comuni per costruire nuove fonti di profitto e sostituire con rendimenti finanziari la sicurezza un tempo garantita da salari e welfare. Il Fondo Monetario Internazionale, nel suo rapporto sull'Italia, osserva peraltro che gli investitori individuali italiani stanno aumentando la detenzione di debito pubblico e di prodotti finanziari complessi. Quest'ultimo punto tocca da vicino il
tema 02: la nostra proposta lascia i titoli di Stato al 12,5% proprio per non colpire il piccolo risparmiatore, e dichiara in pagina che così facendo rende il debito pubblico più conveniente del capitale d'impresa. Se il risparmio delle famiglie si sposta davvero verso il debito pubblico, quella tensione che abbiamo scritto smette di essere teorica.
Scuola e competenze digitali: gli studenti italiani sotto la media internazionale
Saraceno commenta i risultati sul "problem solving computazionale". Uno studente su quattro si sente estraneo alla propria scuola, uno su cinque la considera una perdita di tempo.
Sulla Stampa, Chiara Saraceno commenta i risultati di un'indagine internazionale sulle competenze scolastiche: gli studenti italiani ottengono risultati inferiori alla media nel "problem solving computazionale", cioè nella capacità di costruire conoscenza e affrontare problemi con strumenti digitali. Saraceno osserva che il divario riguarda non solo gli studenti ma, in parte, anche molti adulti, e richiama l'indicazione del rapporto secondo cui la sfida non è soltanto alzare i risultati medi, ma garantire competenze di base a tutti riducendo i divari territoriali. Il commento segnala inoltre un dato preoccupante sul disagio scolastico: uno studente su quattro si sente estraneo alla propria scuola e uno su cinque la considera una perdita di tempo, con conseguenze dirette sull'assenteismo. È la stessa preoccupazione che il
tema 07 mette accanto alla leva sulla ricerca: investire in ricerca serve a poco se si assottiglia il bacino da cui escono i ricercatori. Qui la misura non è il punteggio medio ma la distanza tra territori, che è il modo in cui il problema si presenta in Italia.
BYD e l'offensiva cinese sul mercato dell'auto italiano
Il Domani descrive una strategia che unisce leva industriale e lobbying, in un settore europeo già indebolito dalla crisi.
Il Domani dedica un'analisi alla casa automobilistica cinese BYD e alla sua strategia di espansione in Italia, descritta come un'operazione che unisce leva industriale e attività di lobbying per conquistare quote del mercato nazionale. Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sulla transizione verso l'elettrico e sulla capacità dell'industria automobilistica europea, già indebolita dalla crisi del settore, di reggere la concorrenza dei costruttori asiatici. Le implicazioni riguardano non solo gli equilibri commerciali ma anche le scelte politiche italiane ed europee su dazi, incentivi e politica industriale, in un contesto in cui la sostenibilità della filiera automobilistica europea è già messa sotto pressione.
La lenta scomparsa dei bar italiani
Oltre 22.300 in meno tra il 2015 e il 2025 secondo Fipe-Confcommercio, ma il calo netto del settore si ferma sotto le 10.000 unità: molte attività si sono trasformate.
La Stampa riporta i dati di un'indagine di Fipe-Confcommercio secondo cui negli ultimi dieci anni (2015-2025) sono spariti oltre 22.300 bar in Italia. La federazione precisa però che non si tratta sempre di vere chiusure, quanto di una trasformazione verso ristoranti e attività da asporto: il calo netto del settore, gelaterie comprese, si ferma sotto le 10.000 unità. Il fenomeno viene letto come il segno di un cambiamento sociale profondo: la socialità un tempo legata al bar — la lettura dei giornali, le partite a carte, la televisione condivisa — si è spostata verso lo streaming domestico e i social network, mentre i costi crescenti di gestione spesso non sono più coperti dai soli consumi al banco. I dati mostrano forti differenze territoriali, con Roma che perde oltre un quinto dei propri bar in dieci anni e cali anche superiori al 20% a Torino, Trieste, Cagliari e Palermo. Il rapporto definisce il bar un presidio di prossimità indispensabile in gran parte del territorio nazionale: è la stessa cosa che il
tema 08 chiede di contare davvero con la leva sui servizi raggiungibili a piedi. Lì la misura riguarda i servizi pubblici; questi numeri dicono che si sta diradando anche il tessuto commerciale che rende un quartiere vivibile a piedi, e che si diradava già prima del caldo.
Mar Rosso: gli Houthi rafforzano il controllo su Bab el-Mandeb
La Stampa parla di "porta di Suez in mano agli Houthi". Timori sulle rotte commerciali già riflessi nel prezzo del petrolio.
il manifesto e La Stampa aprono sulla situazione in Medio Oriente, dove i ribelli Houthi, alleati dell'Iran, avrebbero rafforzato il controllo sulla costa yemenita che si affaccia sullo stretto di Bab el-Mandeb, dopo aver già esercitato pressione sullo stretto di Hormuz. La Stampa parla di "porta di Suez in mano agli Houthi" e riferisce che l'Arabia Saudita avrebbe chiesto sostegno alla Casa Bianca, mentre i timori per la sicurezza delle rotte commerciali marittime avrebbero già contribuito a far salire il prezzo del petrolio. Il tema si inserisce nella più ampia instabilità regionale e nei suoi riflessi sulle catene di approvvigionamento globali: un'escalation nello stretto avrebbe implicazioni dirette sui costi energetici e sui mercati internazionali, oltre che sugli equilibri diplomatici tra Stati Uniti, sauditi e Iran.
Il revisionismo territoriale di Trump secondo Shlomo Ben-Ami
Groenlandia, Venezuela, Falkland: per l'ex diplomatico israeliano il linguaggio delle rivendicazioni territoriali si è normalizzato, e altri paesi stanno prendendo esempio.
Sul Domani, l'ex ministro degli Esteri israeliano Shlomo Ben-Ami firma un'analisi molto critica sulle ripetute rivendicazioni territoriali di Donald Trump, che avrebbe condiviso una mappa in cui la bandiera americana copre, oltre agli Stati Uniti, anche Canada, Cuba, Groenlandia e Messico. Ben-Ami sottolinea come Trump insista, senza prove, sul fatto che se Washington non si annettesse la Groenlandia lo farebbero Cina o Russia, evocando persino un'ipotesi di invasione, oltre ad aver rinominato il Golfo del Messico "Golfo d'America". Per l'autore queste manovre, pur non essendosi finora tradotte in nuove acquisizioni territoriali, hanno normalizzato il linguaggio del revisionismo territoriale, con effetti concreti: dopo aver schierato truppe in Venezuela e catturato Nicolás Maduro lo scorso gennaio, gli Stati Uniti avrebbero ottenuto dalla vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez il controllo su oltre 65 miliardi di barili di riserve petrolifere. Altri paesi starebbero prendendo esempio: il presidente argentino Javier Milei ha riacceso la disputa sulle Falkland rafforzando la presenza navale, mentre Ceuta, enclave spagnola sulla costa marocchina, è tornata a essere motivo di tensione di confine. L'implicazione di fondo, secondo l'analisi, è il rischio che l'indebolimento del principio di inviolabilità dei confini — garantito dagli Stati Uniti per tutto il dopoguerra — si diffonda ad altre aree del pianeta.
Carrère: "Le democrazie europee rischiano di crollare come un domino"
Lo scrittore francese si dice pessimista su Francia e Italia, e ironizza: la speranza dell'Europa potrebbe essere proprio la sua debolezza.
In un'intervista alla Stampa, lo scrittore francese Emmanuel Carrère esprime forte preoccupazione per il clima politico conservatore che avanza in Europa, dicendosi pessimista sia sul contesto francese, che conosce meglio, sia su quello italiano, che giudica influenzato dalla stessa onda. Carrère osserva che le democrazie considerate più solide stanno vacillando "come sotto un effetto domino", e ammette con una punta di ironia che l'unica speranza per l'Europa potrebbe essere proprio la sua condizione di debolezza relativa, stretta tra una Cina che la ignora, un Trump che la disprezza e un Putin che la odia. Le sue riflessioni si inseriscono nel dibattito, ripreso da più articoli della rassegna di oggi, sull'avanzata dei populismi nelle democrazie occidentali.
In breve
L'Osservatore Romano dedica un editoriale al venticinquesimo anniversario dell'11 settembre 2001, all'insegna della memoria e del dolore.
Tra le altre notizie della giornata, l'Osservatore Romano dedica un editoriale al venticinquesimo anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001, all'insegna della memoria e del dolore. Diversi quotidiani seguono inoltre le nuove puntate dell'inchiesta della trasmissione Rai Report sul conduttore Sigfrido Ranucci, con anticipazioni che al momento restano tali.
Rassegna Estera — BBC News
Reform UK incassa 72 milioni di sterline in due giorni
Due donazioni da 36 milioni ciascuna da Ben Delo e Christopher Harborne: insieme superano il totale raccolto da tutti i partiti britannici nel 2025.
Il partito britannico Reform UK, guidato da Nigel Farage, ha ricevuto in due giorni consecutivi due donazioni da 36 milioni di sterline ciascuna: la prima da Ben Delo, cofondatore della piattaforma di criptovalute BitMEX, la seconda dall'imprenditore Christopher Harborne, che ha dichiarato di essere stato spinto dal proprio "spirito competitivo" a eguagliare la cifra. Sono le donazioni più alte mai ricevute da un partito britannico da quando, nel 2001, è stato introdotto l'obbligo di dichiararle: insieme, i 72 milioni superano il totale raccolto da tutti i partiti britannici nell'intero 2025. Farage ha parlato di un contributo che permetterà al partito di competere "ad armi pari" alle prossime elezioni generali, assumendo centinaia di responsabili di campagna nei collegi chiave. Le donazioni arrivano però in un momento di forte scrutinio sulle finanze di Reform: il governo sta valutando un tetto ai contributi provenienti da cittadini britannici residenti all'estero, e la polizia metropolitana indaga su un'inchiesta di Channel 4 News riguardante presunti escamotage per aggirare le norme sui finanziamenti esteri ai partiti. Il caso alimenta il dibattito, sempre più acceso nel Regno Unito, sulla necessità di un tetto alle donazioni private per tutelare l'equità della competizione elettorale.
Regno Unito: torna il bipolarismo tra laburisti e conservatori
Kuenssberg racconta un clima insolitamente positivo in entrambi gli schieramenti, attorno allo scontro su difesa e spesa sociale.
La corrispondente della BBC Laura Kuenssberg osserva come, nonostante la scia mediatica lasciata dalle donazioni miliardarie a Reform, la politica britannica stia in realtà ritrovando un più tradizionale scontro tra il rosso laburista e il blu conservatore. Il momento simbolo della settimana è la dichiarazione del premier Andy Burnham secondo cui "la sicurezza nazionale non può avvenire a spese della sicurezza sociale", frase subito usata dai conservatori di Kemi Badenoch per accusarlo di voler proteggere la spesa sociale a scapito della difesa. Fonti di entrambi gli schieramenti raccontano a Kuenssberg un clima insolitamente positivo: un ministro laburista parla di una nuova chiarezza nei valori distintivi tra i due partiti, mentre un membro dello staff di Badenoch parla di un ritorno alla "normalità" della politica dopo anni di frammentazione. Secondo fonti vicine a Burnham il premier vorrebbe comunque tagliare la spesa sociale per finanziare la difesa, ma userebbe un linguaggio più cauto perché i sondaggi mostrano che il sostegno pubblico a quei tagli si indebolisce non appena si entra nei dettagli.
Trump a Dublino: "Un'Irlanda unita sarebbe una cosa fantastica"
Favorevole il Sinn Féin, contrari i partiti unionisti. Downing Street ribadisce l'impegno all'Accordo del Venerdì Santo. Oltre 10.000 in piazza contro la visita.
Durante una visita di due giorni in Irlanda, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di augurarsi la riunificazione dell'isola, definendola "una cosa fantastica" e osservando che prima o poi accadrà, pur riconoscendo che il Regno Unito avrebbe qualcosa da ridire. Le parole, pronunciate durante l'incontro con il taoiseach irlandese Micheál Martin, hanno provocato reazioni contrastanti: la leader del Sinn Féin Mary Lou McDonald ha accolto con favore il commento sostenendo che spetti ora al governo irlandese iniziare a pianificare la riunificazione, mentre i partiti unionisti nordirlandesi hanno respinto l'ingerenza, ricordando che il futuro costituzionale dell'Irlanda del Nord spetta soltanto ai suoi abitanti. Downing Street ha ribadito l'impegno del governo britannico all'Accordo del Venerdì Santo, che prevede un referendum sull'unificazione solo quando emergerà un chiaro consenso in tal senso. Più di 10.000 persone hanno intanto sfilato a Dublino in segno di protesta contro la visita.
Dario Amodei chiede di rallentare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale
Un piano in tre punti — monitoraggio indipendente, regolamentazione di settore e globale — che Anthropic dice di voler rispettare unilateralmente. Trump teme di perdere terreno sulla Cina.
In un saggio pubblicato sabato, l'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei ha chiesto di rallentare e monitorare più da vicino lo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale, sostenendo che i rischi legati alla tecnologia sono "seri" e che aziende e governi devono avere il tempo di affrontarli. Amodei propone un piano in tre punti — monitoraggio indipendente dei modelli durante lo sviluppo, regolamentazione di settore e regolamentazione globale — impegnandosi a rispettarlo unilateralmente e chiedendo ai governi di imporre lo stesso standard alle altre aziende. Anche il numero uno di OpenAI, Sam Altman, si è detto d'accordo sulla necessità di rallentare il fronte più avanzato della ricerca e ha definito "un'ottima idea" quella dei valutatori indipendenti. Il presidente Donald Trump ha invece respinto simili preoccupazioni, dicendosi soprattutto timoroso che un rallentamento faccia perdere agli Stati Uniti la leadership nella corsa globale all'IA rispetto alla Cina. Alcuni osservatori hanno notato come l'appello arrivi mentre Anthropic si prepara a una possibile quotazione in borsa.
Gli allarmi sull'IA non convincono tutta la Silicon Valley
Dopo le dimissioni del ricercatore Jacob Coxon, il capo di Grindr definisce "pericolose" quelle posizioni; per Jensen Huang le tesi più catastrofiste sono infondate.
In parallelo all'appello di Amodei, la BBC racconta lo scetticismo con cui parte della Silicon Valley ha accolto le recenti dichiarazioni di alcuni ex dipendenti di Anthropic e OpenAI sui rischi esistenziali dell'intelligenza artificiale, incluse le dimissioni del ricercatore ventisettenne Jacob Coxon, secondo cui chi sviluppa IA starebbe "giocando d'azzardo con le nostre vite". L'amministratore delegato di Grindr, George Arison, ha definito quelle posizioni "pericolose" e ha ordinato ad alcuni ingegneri della sua azienda di smettere di usare la tecnologia di Anthropic, ipotizzando che simili allarmi servano più a giustificare le valutazioni miliardarie delle aziende IA che a descrivere un rischio reale. Anche il numero uno di Nvidia, Jensen Huang, ha bollato come infondate le tesi più catastrofiste, mentre altri investitori sospettano che dietro l'allarmismo si celi il tentativo di ottenere una regolamentazione che finisca per favorire un oligopolio dei due maggiori attori del settore. Il dibattito sulla sicurezza dell'IA appare così sempre più intrecciato con gli interessi commerciali e le imminenti quotazioni in borsa.
Portsmouth: manifestazioni contrapposte sull'immigrazione
Tre arresti, dopo che la polizia dell'Hampshire ha applicato per la prima volta le nuove norme che vietano di coprirsi il volto durante le proteste.
A Portsmouth si sono svolte manifestazioni contrapposte tra gruppi anti-immigrazione e attivisti di Stand Up to Racism, con tre arresti — tra cui quello di un uomo di 76 anni sospettato di aver occultato la propria identità — dopo che la polizia dell'Hampshire ha attivato per la prima volta le nuove norme che vietano l'uso di coperture del volto durante le proteste. Le manifestazioni seguono i disordini della settimana precedente, quando centinaia di persone avevano bloccato le strade nel tentativo di impedire il trasferimento di 120 migranti giunti in barca, con danni a mezzi della polizia e della Guardia costiera. La responsabile della polizia locale ha parlato con sollievo di una giornata senza incidenti gravi, mentre gli organizzatori dei due schieramenti hanno espresso posizioni opposte: gli attivisti anti-razzismo parlano di un tentativo di "movimento fascista di piazza" da contrastare, i manifestanti anti-immigrazione chiedono il respingimento dei migranti verso la Francia.
Céline Dion torna sul palco a Parigi dopo sei anni
Primo concerto completo dopo la lunga assenza dovuta a una rara patologia neurologica. La residenza parigina prevede 26 date in otto mesi, già esaurite.
La cantante canadese Céline Dion è tornata sabato a esibirsi dal vivo a Parigi, per la prima volta in un concerto completo dopo sei anni di assenza dalle scene dovuta a una rara patologia neurologica che ne aveva condizionato la carriera. Lo spettacolo apre una residenza parigina completamente esaurita, che prevede 26 concerti nell'arco di otto mesi; decine di fan si sono radunati fin dalle prime ore del mattino fuori dall'hotel dell'artista per un saluto prima del concerto. Il ritorno di una delle interpreti più celebri della musica pop viene salutato dai media come un evento simbolico, oltre che come un test della sua tenuta fisica dopo la lunga pausa forzata.